QUESTIONE DI INTELLIGENZA
Percezione, memoria, apprendimento, sono processi mentali complessi che entrano in gioco contemporaneamente e concorrono, in misura diversa, insieme ad altri meccanismi, ad identificare un proprio sviluppo razionale, che possiamo distinguere in “fluido” e “cristallizzato”.
La razionalità “fluida” è come un patrimonio logico innato che ogni individuo porta con sé dalla nascita, un insieme di attitudini diverse per risolvere con ordine logico i problemi che la vita comporta.
La razionalità “cristallizzata” è il bagaglio di competenze, di abilità , di informazioni acquisite nel corso della vita, in un determinato contesto, applicato alla propria memoria, che subentra in cooperazione della prima, ma cadremmo in un grave errore se volessimo identificare tout court le capacità razionali appena espresse con il talento dell’intelligenza.
L’intelligenza non è la semplice capacità di riflettere, ma l’unitaria collaborazione di tutte le componenti di anima, psiche e corpo indirizzate ad intuire, concettualizzare, riflettere, sviluppare, personalizzare ed incarnare una data verità , nelle dimensioni di altezza e profondità .
E’ attraverso la profonda incarnazione delle proprie certezze che la ragione trova forza e diritto di elaborare evidenze, mentre il semplice sollazzo della mente (ludo mentis), non porta che ad un mastodontico impianto razionale, ma privo di una visione esistenziale e, quindi, anche di una reale intelligenza.
L’intelligenza è quell’equilibrata fusione di intelletto e sentimento, che, collaborando all’unisono e senza distinzione, equilibrandosi vicendevolmente, permanentemente rivolti all’incarnazione di quella verità su cui si dilungano nel riflettere, si impegnano nel portare alle altezze del pensiero e negli abissi del cuore.
Non è detto, perciò, che colui che è dotato di grandi capacità razionali sia necessariamente più intelligente del semplice, poiché se la logica fa capo alle capacità sillogistiche della mente, l’intelligenza si riferisce ad una completezza ben più ampia ed esigente, che si conquista attraverso un lungo apprendistato di discernimento, non di certo accessibile agli indolenti dello spirito o ai farfugliatori intellettuali, capaci di comprendere solo per riflessione astratta e, perciò, incapaci di reale intelligenza.
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Mai la mia anima fu più triste che nell’udir il tuo macilento ragionare e mai la mia intelligenza fu tanto acutamente oltraggiata come fu nel sopportare il tuo rigido spirito da esattore.