TEOLOGIA SENZA DIO
Assisto alla lezione di teologia fondamentale dell’eminentissimo don M..
La rigidità d’espressione, la presunzione di dominare la materia, la mancananza di flessibilità argomentativa, l’ottusità di chi si avvale dell’arroganza, la vile riduzione della teologia a materia mnemonica, l’imperatività che pretende totale asservimento al suo dire… nulla di più lontano dalla teologia fondamentale, la quale dovrebbe ispirare il cuore di chi ascolta al desiderio di giungere a quella relazione trinitaria con Dio che Egli già gode in se stesso, poiché ogni branca della teologia deve avere per mira la coincidenza tra la teoria insegnata e la prassi vissuta.
La teologia, la filosofia, qualunque tipo di insegnamento, dovrebbe proporre una sapienza della mente che introduce alla bellezza del mistero, alla magnificente elevazione dell’essere. Laddove la conoscenza non sa rispettare la purezza della gratuità, la proporzione tra mente e cuore e l’integrità del sapere, non può neppure essere quel ponte che può maggiormente unire Dio all’uomo.
Il sapere è quel povero e limitato oggetto che il nostro intelletto dovrebbe usare per venire catapultato in quella dimensione dove la meditazione lascia spazio alla contemplazione.
Una teologia senza arte, è una teologia senza Dio.







