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LO SPIRITO SUPPONENTE

Published Agosto 24th, 2008 by mastrofabbro

Odio LO SPIRITO SUPPONENTELa storia dell’uomo non presenta quasi mai elementi di reale novità, ma presenta sempre la continua mutazione dell’ordine degli attributi dello spirito.

Nessuno ha mai negato il valore dell’umiltà, dell’equilibrio, della carità, della sapienza, del coraggio, della risolutezza, ecc., ma come durante la Cristianità questi elementi assumono una precisa connotazione contenutistica ed un assetto a finalità teologica, così con l’avanzare di nuove ideologie vanno affermandosi sistemi di pensiero differenti, che, pur sempre basandosi su una precisa ascetica, propongono un ordinamento spirituale diverso, perché diverso il fine da raggiungere.

Ogni sistema di pensiero, però, porta con sé numerose cellule infette, coloro che non hanno sufficiente grandezza per conformarsi ad un modello, che, se non prontamente sanate e recuperate, generano morbi spiritualmente parassitari ed incontrollabili, i quali presto arrivano a formare una vera e propria colonia di anime di terz’ordine: gli spiriti supponenti.

Sono i rappresentanti dell’ipocrisia della mezza intelligenza, dall’atteggiamento ignobilmente sornione e maldicente, il cui fare è determinato da quel loro essere semi erudito che, non posizionandosi né in alto né in basso nella gerarchia dello spirito, finisce per schiacciarli nella loro insopportabile mediocrità.
E’ di vendetta che essi vanno alla ricerca, è l’ascolto di quella ossessionante voce di invidia e di quel livore rancoroso di odio attivo che li porta alla supponente provocazione, alla supponente polemica, alla supponente ed incontrollabile necessità di ribassare i giganti dello spirito al loro livello di scaltrezza ciarliera ed inconsistente. Come esseri castrati nell’intelligenza o come schiavi evirati nel sentimento, cospirano spavaldi ed orgogliosi, poiché spesso ciechi di fronte alla distanza che suole affermarsi tra la loro arrogante presunzione ed il vivo sapere di chi invidiano.
Enfatizzano razionalità orizzontale perché deficienti nella dimensione verticale e come pagliacci drogati gesticolano in ogni modo affinché discorsi e fatti permangano nel basso profilo in cui amano destreggiarsi.
Si esprimono attraverso domande di cui vogliono già far intravedere l’orgoglioso scetticismo con cui tratteranno una qualunque risposta, arroccandosi su provocazioni personali legate ad esperienze che confluiscono sull’intera complessità dell’umano, così da creare quella voluta incomprensione tra le ragioni del cuore e le ragioni della geometria. Ridicola e pretestuosa usanza, quasi che il loro misero argomentare razionale possa assumersi il diritto di chiedere al sentimento prove dei primi principi, di fronte ad un cuore che non pretende dalla ragione capacità di sentimento per accettare ciò che esso prova.

Incapaci di modellare una danza sulle note rombanti dello spirito, la supponenza si pone in quel caratteristico coraggio del vigliacco, che, pur di non perdere quel miserrimo bottino di lenticchie che nasconde in cuore, non affronta la sua stessa mediocrità, preferendo livellare piuttosto di emulare, optando per la fuga attraverso le vie superbe della cecità volontaria.

Dio ce ne scampi dal divenire quello scarto del seme con cui lo spirito supponente viene generato in connubio con la mediocrità.

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SU PASCOLI ERBOSI MI FA RIPOSARE

Published Luglio 30th, 2008 by admin

mastrofabbro SU PASCOLI ERBOSI MI FA RIPOSARESe si vanta, l’abbasso; se s’abbassa, lo innalzo; lo contraddico sempre fino a che comprenda che è un mostro incomprensibile (B. Pascal).
Derido colui che già non si beffi di se stesso e come vento australe canto e danzo sul suo tronfio ventre, calpestandolo finché da esso non rigurgiti la chiaroveggenza illuminata della sua impotenza.

Vieni ai miei pascoli e dimenticherai i tuoi rammolliti pensieri e le tue effemminate sofferenze, poiché ogni lirismo astratto sarà falciato da una lama tanto fredda da essere rovente ed il tuo crederti maestro sarà presto frantumato dalle mandibole di orchi feroci e fate assassine.  
La tua presunzione si scioglierà come grasso colante al fuoco di una lava incandescente e le tue misere debolezze saranno spappolate al suolo da una forza di gravità a cui solo i più forti sanno sopravvivere.
Se all’anima riuscirà di rimanerti in corpo, allora tu diventerai un demone, un nuovo semidio partorito dall’essenzialità dello spirito e dalla fortezza della costanza. Pensiero e volontà coincideranno e nulla che non sarà concreta vitalità sarà da te concepito e dalle altezze in cui avrai costruito il tuo nido, griderai: “La leggerezza del mio sapermi nulla mi ha fatto giungere fin qui. Il pugnale feroce ed omicida del dolore mi ha confidato i segreti degli abissi ed il mio coraggio non li ha ripudiati. Derido me stesso perché vedo altezze inarrivabili e mi abbatto come un angelo apocalittico su coloro che ancora qualcosa si credono, perché ho scoperto che nulla di più basso e falso c’è dell’impertinenza dello spirito!”

In cambio io ti darò l’incomprensione ed il disprezzo degli uomini, poiché loro non comprendono né il dolore né la realtà più vera che da esso scaturisce. Affaccendati nel lustrare e cospargere di pajette i loro spiriti sepolcrali, non useranno muoversi in tuo soccorso, poiché, a tua volta, arriveresti a cantare e danzare su di loro, proprio come quel giorno lontano accadde a te. Ti temeranno e perciò ti odieranno e preferiranno ucciderti piuttosto di prestare il loro ventre ai tuoi piedi insanguinati, sopravvissuti ai pascoli in cui ti avevo condotto.
E tu, con il distacco del savio, disprezzerai coloro che un tempo furono tuoi simili, per la maliziosa viltà del preferir marcire nel loro claudicante spirito, piuttosto di vedere il proprio sangue traghettarli alle alte e disilluse immagini della verità.

E tu, cosa sei disposto a perdere?

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