RITORNO AL REALE
Giorni veloci, molto attivi. Non riesco più neppure a trovare il tempo per scrivere sul mio blog e, qualora il tempo mi si concedesse più favorevole, sono allora le forze che fanno barcollare il mio slancio cibernetico.
Chissà , forse è meglio così: la dedizione alla vita reale, fatta di persone ed eventi concreti, è pervasa di una completezza umana che non riesce a trovare sviluppo ed appiglio attraverso le vie astratte della rete, per quanto esse suppliscano laddove la nostra fisicità non riesce a spingersi.
Concetti, pensieri, esperienze e testimonianze paiono acquisire un senso vivo solo se riescono a passare attraverso una condivisione trascendente la scrittura o la parola e, se ci pensiamo bene, il ricorso ad internet è strettamente vincolato dalle necessità circostanziali della propria quotidianità , sia per chi scrive che per chi legge. Nessuno viene a leggere Mastro Fabbro se in esso non trova un qualche riferimento a se stesso o non trova colmata una qualche necessità personale: la frequentazione del blog, diciamo, è più vincolata ad una cifratura utilitaristica od intellettuale che non al disinteresse che muove la semplice amicizia, di per sé disinteressata e a-concettuale e se anche dopo una proficua frequentazione di un sito riesce a nascere una solida stima reciproca, ciò non toglie che se essa è realmente sincera debba portare in noi l’esigenza di una più concreta e completa conoscenza della persona.
Cari amici, questa mia trasgressione all’esigente tabella di marcia fino ad ora rispettata nella produzione dei post non vuole essere un primo segnale di stanchezza o di abbandono del blog, ma un dono che il vostro Affezionatissimo vuole porgere a tutti voi per questo Natale, così che, ogni volta che mi ritroverete su queste pagine, saprete riconoscermi sempre più concreto, sempre più umano e, chissà , forse più buono e arricchito di tutto quanto ho speso di me stesso.
Seguitemi sempre e non abbandonatemi.
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Che volete da me, acculturati manigoldi e cenciosi scribacchini di pensiero? Le vostre cataratte trovano forse somiglianza tra il vostro riflettere polveroso ed il mio vibrare musicalità ?
Se si vanta, l’abbasso; se s’abbassa, lo innalzo; lo contraddico sempre fino a che comprenda che è un mostro incomprensibile (B. Pascal).