Tag Archive "mastro fabbro"

RITORNO AL REALE

Published Dicembre 20th, 2008 by mastrofabbro

Giorni veloci, molto attivi. Non riesco più neppure a trovare il tempo per scrivere sul mio blog e, qualora il tempo mi si concedesse più favorevole, sono allora le forze che fanno barcollare il mio slancio cibernetico.
Chissà, forse è meglio così: la dedizione alla vita reale, fatta di persone ed eventi concreti, è pervasa di una completezza umana che non riesce a trovare sviluppo ed appiglio attraverso le vie astratte della rete, per quanto esse suppliscano laddove la nostra fisicità non riesce a spingersi.
Concetti, pensieri, esperienze e testimonianze paiono acquisire un senso vivo solo se riescono a passare attraverso una condivisione trascendente la scrittura o la parola e, se ci pensiamo bene, il ricorso ad internet è strettamente vincolato dalle necessità circostanziali della propria quotidianità, sia per chi scrive che per chi legge. Nessuno viene a leggere Mastro Fabbro se in esso non trova un qualche riferimento a se stesso o non trova colmata una qualche necessità personale: la frequentazione del blog, diciamo, è più vincolata ad una cifratura utilitaristica od intellettuale che non al disinteresse che muove la semplice amicizia, di per sé disinteressata e a-concettuale e se anche dopo una proficua frequentazione di un sito riesce a nascere una solida stima reciproca, ciò non toglie che se essa è realmente sincera debba portare in noi l’esigenza di una più concreta e completa conoscenza della persona.
Cari amici, questa mia trasgressione all’esigente tabella di marcia fino ad ora rispettata nella produzione dei post non vuole essere un primo segnale di stanchezza o di abbandono del blog, ma un dono che il vostro Affezionatissimo vuole porgere a tutti voi per questo Natale, così che, ogni volta che mi ritroverete su queste pagine, saprete riconoscermi sempre più concreto, sempre più umano e, chissà, forse più buono e arricchito di tutto quanto ho speso di me stesso.
Seguitemi sempre e non abbandonatemi.

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30 GIORNI

Published Agosto 30th, 2008 by mastrofabbro

Ieri mastrofabbro.com ha compiuto il suo primo ed intenso mese di vita.
Attentissima al dettaglio sfuggito ai più, ricevo da Cristina questo riconoscimento, che, meritato o meno, espongo con il piacere di chi può illudersi, anche se per un solo istante, che non tutto è inutile.
Grazie

Imese 30 GIORNI

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DANZARE NEL PENSIERO

Published Agosto 29th, 2008 by mastrofabbro

premio-al-valore-per-fabio-grossi-punta-di-diamante-del-ballo-del-teatro-dell-opera DANZARE NEL PENSIEROChe volete da me, acculturati manigoldi e cenciosi scribacchini di pensiero? Le vostre cataratte trovano forse somiglianza tra il vostro riflettere polveroso ed il mio vibrare musicalità?
Flemmatici e vaporosamente polemici anestetizzate le anime con un dire rigido e mieloso, tranciando con denti di squalo dal midollo d’invidia le gambe che ancor vogliono scalpitare nella marcia.
Malaticci ed infingardi ritenete inconcepibile che il genio possa spingersi fino alle articolazioni più estreme, per rendere nuovamente una danza gagliarda e vitale, poiché il vostro canceroso sapere altro non conosce che la penombra di una ragione svigorita e pesante.
Tacitamente concordi nel vostro sodalizio, divulgate verboso noziosnismo o zozza banalità, reputando superfluo un qualsiasi stile che dia vigoria all’essere, poiché incapaci di una qualunque profondità che voglia unire e fondere in musica uno sterile pensiero.
Già vedo il vostro capo chino dinanzi al calamaio e lo stomaco borbottante pigrizia: a quale incomparabile velocità io mi stancherò della vostra noiosa ed inconcludente intelligenza?
Non mi fido della vostra carne sedentaria, fiaccamente partoriente un pensiero che non conosce movimento, dolore, canto, gioco, forza, volontà, corsa, danza e musica, poiché anche l’esubero muscolare e nervoso deve accompagnare una creazione, per dare ad essa la vivacità del predatore a caccia di anime.
Nessuna vivacità dell’esistenza in voi, ma solo boriosa vanità e vicendevole compiacimento d’intelletto.
Che avrò mai a che fare con voi, io che non so far altro che cercare la musicalità del pensiero per danzare in esso?

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MASTRO FABBRO PROMOSSO DA BLOGHISSIMO.IT

Published Agosto 1st, 2008 by mastrofabbro

bloghissimo-300x60 MASTRO FABBRO PROMOSSO DA BLOGHISSIMO.ITDa oggi Mastro Fabbro è entrato a fare parte del circuito di Bloghissimo - www.bloghissimo.it - aggregatore di blog intuitivo ed immediato, che primo fra gli altri del suo genere, è attento alla selezione qualitativa del suo servizio, accettando al suo interno solo siti di un verificato target.
La funzione di Bloghissimo rimane essenziale per tutti i blog, soprattutto per quelli di novella apertura, poiché “attraverso canali come questo, è possibile aumentare il traffico verso il proprio sito gratis, e con uno sforzo minimo. Equivale ad avere tanti banner quanti sono gli articoli che produce il tuo blog, all’interno di un contenitore che li diffonde in categorie molto ben definite“. (Da EspertoSeo)

Colpo di martello di Mastro Fabbro, per il quale è stata forgiata appositamente la sezione “filosofia“.

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SU PASCOLI ERBOSI MI FA RIPOSARE

Published Luglio 30th, 2008 by admin

mastrofabbro SU PASCOLI ERBOSI MI FA RIPOSARESe si vanta, l’abbasso; se s’abbassa, lo innalzo; lo contraddico sempre fino a che comprenda che è un mostro incomprensibile (B. Pascal).
Derido colui che già non si beffi di se stesso e come vento australe canto e danzo sul suo tronfio ventre, calpestandolo finché da esso non rigurgiti la chiaroveggenza illuminata della sua impotenza.

Vieni ai miei pascoli e dimenticherai i tuoi rammolliti pensieri e le tue effemminate sofferenze, poiché ogni lirismo astratto sarà falciato da una lama tanto fredda da essere rovente ed il tuo crederti maestro sarà presto frantumato dalle mandibole di orchi feroci e fate assassine.  
La tua presunzione si scioglierà come grasso colante al fuoco di una lava incandescente e le tue misere debolezze saranno spappolate al suolo da una forza di gravità a cui solo i più forti sanno sopravvivere.
Se all’anima riuscirà di rimanerti in corpo, allora tu diventerai un demone, un nuovo semidio partorito dall’essenzialità dello spirito e dalla fortezza della costanza. Pensiero e volontà coincideranno e nulla che non sarà concreta vitalità sarà da te concepito e dalle altezze in cui avrai costruito il tuo nido, griderai: “La leggerezza del mio sapermi nulla mi ha fatto giungere fin qui. Il pugnale feroce ed omicida del dolore mi ha confidato i segreti degli abissi ed il mio coraggio non li ha ripudiati. Derido me stesso perché vedo altezze inarrivabili e mi abbatto come un angelo apocalittico su coloro che ancora qualcosa si credono, perché ho scoperto che nulla di più basso e falso c’è dell’impertinenza dello spirito!”

In cambio io ti darò l’incomprensione ed il disprezzo degli uomini, poiché loro non comprendono né il dolore né la realtà più vera che da esso scaturisce. Affaccendati nel lustrare e cospargere di pajette i loro spiriti sepolcrali, non useranno muoversi in tuo soccorso, poiché, a tua volta, arriveresti a cantare e danzare su di loro, proprio come quel giorno lontano accadde a te. Ti temeranno e perciò ti odieranno e preferiranno ucciderti piuttosto di prestare il loro ventre ai tuoi piedi insanguinati, sopravvissuti ai pascoli in cui ti avevo condotto.
E tu, con il distacco del savio, disprezzerai coloro che un tempo furono tuoi simili, per la maliziosa viltà del preferir marcire nel loro claudicante spirito, piuttosto di vedere il proprio sangue traghettarli alle alte e disilluse immagini della verità.

E tu, cosa sei disposto a perdere?

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LA MORTE DELLA DIALETTICA

Published Luglio 29th, 2008 by admin

mastrofabbro LA MORTE DELLA DIALETTICA

Ho perso molto tempo. Da pensante ho pagato dazio presso un usuraio chiamato “dialettica”, che altro non è se non il tirapiedi dell’intelletto.

Ogni qualvolta mi sono sforzato di sviscerare le ragioni più profonde, ho incappato in questa tirannica creatura, la quale amava rendere così evidenti le verità, da disorientare la mia mente nel momento dell’incomprensione generale.

“Problema di forma e ricezione” mi dicevo, così che, questa falsa amica, sempre più mi rendeva suo schiavo, ma ecco che un giorno in un impeto di rabbia sbriciolai lo specchio deformante di un falso problema.

Guardai il mare e chiesi: “Perché l’uomo ti rispetta?”.
Guardai il sole e chiesi: “Perché l’uomo ti teme?”.
Guardai il cielo e chiesi: “Perché l’uomo ti sogna?”.
Guardai le montagne e chiesi: “Perché l’uomo vi ammira?”.

Siffatte grandezze usano forse una travolgente dialettica per farsi comprendere? Scrutano e soppesano la parola per far rispettare la propria natura, la propria volontà?
No, la natura si fa accettare, rispettare e temere per la propria magnificenza, a causa della sua intrinseca potenza, per la forza della sua incontrollabile volontà.

No, l’uomo non ascolta l’uomo intelligente, il saggio, colui che scruta nelle profondità dell’abisso. L’essere umano scorge piuttosto la potenza, l’autorità, la forza, l’energia, il vigore, l’intensità.

Il mondo è fatto per lo più di intelletti bassi, mediocri, e la consapevolezza di questo non fa necessariamente conseguire la comprensione della quasi inutilità della dialettica. Questa analizza a fondo, sbudella e articola ogni singola parte dell’essere per rendersi chiara, lucente, evidente, ma a ciò gli uomini contrappongono l’ottusità e la superficialità del loro spirito, picconato a terra da inscalfibili ancore.

Se tu udissi realmente cosa fumeggia nella bocca di quel prete, ti allontaneresti ben presto da lui. Se tu comprendessi davvero l’inconcludenza di quell’oratore, ti stancheresti da subito di ascoltarlo, ma in te vive il cupo spirito di una sognante idealità, che vuole far incarnare in qualcuno la tua voglia di capire ciò che vuoi capire, di sapere ciò che vuoi sapere, di vivere ciò che ti piace riconoscere come verità.

Scansi con violenza la dialettica ben argomentata, perché o è troppo vasto e sottile il suo percorso da non riuscire a seguirla, o crea in te una eccessiva e palese fragilità delle tue certezze… meglio tornare a più precarie intelligenze e sottomettersi alla loro autorità religiosa, politica o sociale, difesa inespugnabile che, chiunque attaccherà, sarà a sua volta attaccato dal pensiero eticamente corretto e riconosciuto.

A ben poco valgono le ragioni.

L’uomo capisce la potenza, e quand’anche si sottomettesse all’intelligenza, il più delle volte non lo farà per una reale comprensione degli argomenti, ma per la grandezza che si manifesterà in quell’intelligenza.

La dialettica ha fatto il suo tempo. D’ora in poi mi saranno ad esempio il mare, il cielo, il sole e la montagna. Le idee non avranno più quel sapore inoppugnabile del sillogismo, ma avranno la vigoria del fabbro che forgia le sue creazioni con la potenza del suo martello.

Il mondo ha bisogno di uomini che parlino di grandi ideali, così come ha bisogno di altri che ne smantellino le falsità.

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