RELIGIOSITA’ A BASSO COSTO
La più banale osservazione della psicologia superstiziosa riporta ad una costante: laddove c’è un susseguirsi di fenomeni ritenuti fuori dal comune, ecco accorrere l’armata Brancaleone della religiosità a buon mercato, con a seguito tutta la sua ciurma di apologeti di fumoso sentimentalismo.
Basta che il tono di un prelato assuma le tinte di un mediocre carismatico ed ecco che la cervice dei presenti si industria per gonfiare l’accaduto, perché, infondo, è questo di cui la gente va in cerca. Come segugio ben addestrato segue le tracce dello straordinario, pronto ad abbaiare ad ogni sussulto emotivo, violentemente accecato dalla convinzione che quella sia la religione, che quella sia la fede dei suoi avi.
Come cavalli drogati, nitriscono e scalpitano invasi dal sensazionalismo, rientrando nelle proprie case con ancora le pupille dilatate dall’adrenalina, convinti di aver dato scacco ad ogni cruccio della vita.
Come esseri senza intelletto civettano il proprio credo senza discernimento alcuno, innalzando la fede, ad impulso immediato del cuore. Come animaletti gracchianti strutturano il proprio bla bla su certezze fondate da un postulato di piacevolezza personale, la cui formula narcotizza qualunque forma di raziocinio, al fine di poter seguire il predicatore o il mistico che, in quel momento, dà più soddisfazione. Il giorno in cui cesseranno i fervori ci penserà il raggiro della malizia a pensare la migliore scusa per cambiare il punto di riferimento.
“ Si è soliti dire che prima bisogna avere la Fede, poi deve seguire l’esistere. E’ stata questa la ragione di una così enorme confusione; come se si potesse aver la Fede senza
l’esistere; così lo si è messo in testa alla gente e così si è abolito l’esistere, mentre la Fede è di gran lunga la cosa più importante. La situazione è molto semplice. Per avere la Fede occorre anzitutto un’esistenza, una determinazione esistenziale. E’ quel ch’io non riuscirò mai a inculcare abbastanza, che per avere la Fede (perchè ci può essere soltanto questione di riuscire ad avere la Fede) è necessaria una situazione; e questa situazione deve essere prodotta con un passo esistenziale dell’individuo. Si è abolita del tutto questa propedeutica. Si lascia l’individuo nel solito tran tran mediocre _ e poi egli poco a poco ottiene la Fede. Pressappoco come si può _ senza bisogno di situazione- imparare un compito a memoria.
Osserva il caso del giovane ricco (Mt 19,16 ss.) : cos’è che Cristo esige da lui per prima cosa? Esige un atto tale che il giovane , per via di esso, sarà completamente gettato in braccio all’infinito. Ecco quel che ci vuole: devi uscire in alto mare, là dove c’è la
profondità di 70000 braccia: questa è la situazione“. (Kierkegaard)
Chi segue le grazie straordinarie che vengono concesse tramite i mistici, si è mai chiesto quanto costano quelle grazie a chi se ne fa intercessore? Si crede forse che vengano elargite gratuitamente, quasi da concepirli come ipermercati spirituali dal saldo facile? Qualcuno che si è mai posto il dilemma di quali stigmate interiori e quali lacrime di sangue si debbano versare per far godere gli avidi di soprannaturale? Per poi arrivare a cosa? A soddisfare l’egocentrismo del pollaio accorso, fino a che, il suddetto pollaio, non troverà più i messaggi od il linguaggio di proprio gradimento, ritenendolo troppo duro e severo… Già , perché per le sanguisughe dello spirito, la via religiosa deve essere innanzitutto benessere. Deve essere fuga dalla realtà , sogno, immersione schizofrenica dell’emotività in un paradiso interiore.
La fede è realtà , è un attaccamento saldo e verace alle cose reali e chi ne porta veramente il sigillo non ha tempo né voglia di lasciarsi andare a manie spiritualoidi, ma non desidera altro che un po’ di riposo, di pace, di refrigerio intimo, mite, pacato… straordinariamente normale.
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Chi siamo noi, dunque, artigiani dello spirito? Proprio non lo capite? Quand’anche io mi sforzassi di disarcionare gli steccati della vostra intelligenza, per apririvi ad una nuova evoluzione, voi non arrivereste che ad una vostra precettistica definizione, ad una categorizzazione di basso rigore, poiché mancate di arte, di quella potenza del creare in dote solo allo spirito che ha saputo abbattere con i colpi impietosi del suo martello, le cataste di precetti, di definizioni, di categorie, che il mondo suol dare in consegna alle anime plebee.