La volontà permette a chiunque di scegliere la cattiveria, intelligenti o meno, mentre alla base della volontà c’è la decisione di stare dalla parte del bene o del male.
C’è chi ha sufficiente carattere per assumersi la responsabilità di tale scelta, poi ci sono i doppi, gli ipocriti, coloro che nascondono la propria scelta reale o la rimandano con arguzia.
Lo stratagemma di colui che si sdoppia tra bene e male sta nella sua mutevolezza: fluisce, non permane mai su un solo piano, ma ripartisce il suo apparire in modo diretto ed indiretto, così da presentare coerenza di forma ed ostentata affidabilità, per mezzo di quel vizioso dosaggio calcolato di sorrisi e cose non dette.
Per l’ipocrita ogni cosa si capovolge e la vita diviene una perpetua pantomima.
Quando soffia il vento della discordia e divampano dissidi, rimane tranquillo e paziente in un apparente indifferenza, nella quale, in realtà, rimane vigile sull’evoluzione della situazione, per gestirla al meglio secondo il suo interesse. I cinesi direbbero: seduti in cima a un’altura, si assiste alla lotta delle tigri.
In questo stratagemma l’attesa si deve fare paziente, perché si dovrà attendere a debita distanza lo scemare del caos sul terreno.Quando l’incendio avrà consumato le forze altrui, allora la situazione si sarà evoluta nel vantaggio desiderato. A quel punto, si passerà all’azione e si raccoglieranno i frutti voluti.
In uno stato mentale sorto dalla fiducia nelle proprie risorse interiori, l’abile stratega si adatta flessibilmente al mutamento degli eventi. Osservando in modo concentrato e diretto la situazione, egli ne coglierà i dettagli e saprà trarre vantaggio dal potenziale che si trova insito in ogni situazione.
Ora mite e sottomesso, ora intraprendente e propositivo, sa ispirare fiducia e tranquillizzare gli spiriti, mentre tesse la maglia della sua trama .
Miele sulle labbra, pugnale alla cintola.
Per indurre l’altro ad abbassare la guardia, l’ipocrita cela le intenzioni ostili dietro una facciata di leale comportamento e amicizia. I cinesi chiamano questa strategia “la tigre che sorride”.
Il tipo di sorriso della tigre dipende dal tipo di avversario: se è vanitoso oppure ottuso, bisogna adularlo e compiacerlo con parole lusinghiere; se umile, cercare di inorgoglirlo; se indeciso, disorientarlo; se povero arricchirlo.Una volta adescato gli si presenterà una situazione negativa come positiva. Si potrà fargli accettare incombenze gravose che nessuno accetterebbe, presentandole come la fortuna che gli bussa alla porta. Scoprirà solo in un secondo tempo e a proprie spese di essere caduto tra gli artigli della tigre che sorride.
L’idea di celare un coltello dietro un sorriso, nasconde l’ostilità interiore, che apparirà solo quando ci sarà il balzo finale della tigre.
L’ipocrita cerca di accattivarsi la nostra fiducia parlando piano, quasi umilmente, ma, diversamente dall’umile, gioca sui legami personali e ne esalta la solidità con l’enfasi del più ammaliante oratore.
Il saggio sa che l’umiltà non si imita, perché per esperienza la vive e pertanto riconosce i mentitori che nascondono lo scopo di attaccare per uccidere a sorpresa.
Confucio diceva: saggio è colui che senza sospettare l’inganno né nutrendo sfiducia, scopre immediatamente gli inganni e l’inaffidabilità altrui.