RIGUARDO L’ALIMENTAZIONE
Questa grassa e farinosa degenerazione alimentare. Cibi pesanti, tutti ricamati di salse ed eccessivi condimenti, che non fanno altro che rallentare la digestione ed addormentare le risorse nervose.
Lo spirito ha bisogno del corpo per scatenare nel vissuto la sua ipercinesi, ma cosa mai combineranno questi corpi flaccidi dall’anima sguattera, che, riunendosi nei loro abbienti salotti, si intrattengono vicendevolmente per fagocitare pastosi rinfreschi, tracannando vino e alcool per tentare di scacciare l’annebbiamento dovuto al troppo cibo? Quale arte sarà mai partorita dalla ghiottoneria avida di questi poltroni eruditi?
Questa stupida panzana per cui il nostro corpo non contribuisce al corretto sviluppo dello spirito! Ecco che così è ben facile prendersi numerose liberalità alimentari, lontani dal comprendere che solo tramite il costante innalzarsi possono raggiungersi le più elevate alture, poiché la scalata, anche se il passo è veloce, rimane lunga ed impervia: all’anima necessita tempo per adattarsi ad ogni nuova ossigenazione e per stabilizzarsi ad ogni livello guadagnato. Quale astruso impedimento le renderemo per via di uno stomaco intossicato dalle troppe cibarie e di una mente annebbiata dal vino? Essa perderà presto l’equilibrio e precipiterà a valle tramortita, così da riadattarsi al clima afoso e soffocante dei più bassi livelli dell’essere.
In egual misura valga la regola alimentare per lo spirito tutto: colui che aspira all’indipendenza, alle grandi corse, all’andare e venire veloci, sarà necessario un pasto frugale ed essenziale, fatto di acqua cristallina, cibo leggero, parco e gustoso, così riportando lo stesso atteggiamento all’anima, la quale si guarderà bene dall’inghiottire ogni imbarazzante tautologia o sillogismo della ragione o convulse emotività di basso lignaggio; piuttosto esigerà su se stessa sempre il minor carico di peso e sarà volontariamente armata solo del profondo conoscere i fondamenti dell’essere. Vorrà muovere agilmente, in estensione e forza, il sentiero da cui un tempo fu precipitata.
Sia dato bando alla dieta estetica da femmina vanitosa o da uomo castrato nella sua virilità, così ostinati nel loro anoressico rapporto con la propria pancia da perdere di vista la natura superiore e unitaria dello spirito.
Una dieta frugale è ciò che una natura spirituale sa di dover estendere a tutti i livelli dell’individuo, poiché non c’è parte dell’essere che non influisca sull’altra, creando reciproche dipendenze.
“I miei libri li ho scritti sempre con tutto il mio corpo e tutta la mia vita: non ho idea di cosa siano i problemi puramente intellettuali” (F. Nietzsche).







