Published febbraio 27th, 2010 by Paolo De Bei
« Abbiamo bisogno di una nuova apologetica, adatta alle esigenze di oggi, che consideri che il nostro compito non consiste nel conquistare argomenti, ma anime, nell’impegnarci in una lotta spirituale, non in una disputa ideologica, nel difendere e promuovere il Vangelo, non noi stessi. » (Giovanni Paolo II)
Published gennaio 31st, 2010 by Paolo De Bei
La danza prevede una certa fisicità spirituale, una morfologia dei lineamenti propria a chi ha ricevuto un severo addestramento interiore.
Quanto è più ferma e scolpita l’anima tanto più il movimento si rende fluido, coordinato e nobilitato: senza quella compenetrazione degli opposti il ballo diventa un semplice intrattenimento per spiriti imborghesiti.
Se nel salto non è presente fierezza e dolcezza, se nello slancio non c’è musica e silenzio; se nel movimento non c’è percezione dell’immobilità, se il sentimento non trova perfezionamento nell’austerità, il danzare può essere inteso come esercizio, come tecnica di perfezionamento motorio.
Nella contemplazione la dialettica perde la sua logica di causa ed effetto, la sua scansione lineare ed acquisisce contemporaneità.
Forse è lì che si cela il pensiero di cui vado alla ricerca.
Published gennaio 29th, 2010 by Paolo De Bei
Per chi, come me, non è dotato di talento particolare nella pittura, la calligrafia assume un significato particolare. Non potendo rappresentare l’anima attraverso il disegno ma in forma letteraria, è doverosa l’esigenza di ben presentare lo scritto anche sottoforma estetica.
Una bella calligrafia invoglia alla lettura, ne crea desiderio e già infonde una luminosa prescienza del contenuto, verso cui l’anima si dispone volentieri.
La composizione calligrafica forma un quadro in cui si distinguono i tratti tipici della più comune arte rappresentativa, dove linee curve e dritte, spazi ed unioni si fondono per intrecciare una prospettiva pittorica.
Non ultima interviene la sfumatura a determinare il valore del dipinto calligrafico.
La sfumatura non è un accessorio, un di più, ma è propria all’essenza stessa di un’opera d’arte. Essa è ciò che determina l’irripetibilità, il quid che distingue l’originale da una copia, ciò che distingue l’originale dalle imitazioni, le quali si approssimano ma giammai eguagliano.
L’arte espressa nella calligrafia ha un’importanza pari al contenuto di uno scritto ed alla forma che lo esprime.
Secondo questo aspetto la scrittura, con l’avvento del progresso tecnologico, trova uno svantaggio artistico maggiore rispetto alle altre forme d’arte.
Published gennaio 26th, 2010 by Paolo De Bei
Il freddo stanotte è pungente. Non dà fastidio.
Chi è stato imprigionato dentro e fuori se stesso sa assorbire positivamente qualunque elemento riesca a dare un segno di libertà.
In cella l’aria è come catrame che ti si incolla ai polmoni e via via ti corrode fino a penetrare il sistema nervoso, risucchiando come un cancro ogni ricordo di autentica vita.
Per un periodo ti imponi una certa disciplina; ripeti a te stesso che la tua mente è salda, che nulla potrà derubare l’anima dei suoi tesori.
Poi, con il passare del tempo, il mondo ti si fa sempre più piccolo e si modella come plastilina sulla tua accresciuta percezione delle cose. Hai imparato ad ascoltare i passi, i bisbigli; ad osservare gli sguardi, a comprendere i silenzi ed ad ascoltare i poemi inscritti nelle interminabili pause tra un dire e l’altro.
In cella gli esseri umani assumono un aspetto più brutale, si imbruttiscono sotto ogni punto di vista.
Affinano l’arte del mentire, erigono a sistema la logica del sospetto, gonfiano il proprio ego di brutalità violenta e sanguigna e nel giro di breve tempo ti accorgi che pensare e ricordare sono lussi che non puoi concederti se non vuoi trovarti a piagnucolare in preda ad un collasso nervoso.
Ora diffido degli ascensori e di tutti quei luoghi che non offrono ampie finestre; odio la luce dei neon e gli sfarfallii delle luci artificiali; temo gli incubi della notte e di tanto in tanto mi sveglio di soprassalto nella convinzione di essere aggredito o di aver udito delle grida.
Alle prime luci dell’alba osservo il sole e se piove rimango lì, come quegli ebeti che si fissano a contare un qualcosa che vedono solo loro. Io però non conto: mi piace solo immergermi in uno di quegli scenari antichi in cui la pioggia accresce il dramma del combattimento tra due grandi eroi.
Rimango in attesa per lungo tempo, ma fino ad oggi nessuno si è mai presentato come duellante nella mia poesia.
Stanotte l’aria è fredda, punge, quasi taglia la pelle. Un dolore che solo un uomo libero può patire con gioia.
Published gennaio 25th, 2010 by Paolo De Bei
Dopo mesi di inattività torno alle vecchie abitudini, un po’ come si fa quando si ritorna da un lungo viaggio.
Dopo tanto che si manca dal solito luogo di ritrovo, anche i vecchi amici ti guardano diversamente e si prendono il loro tempo per conferirti la confidenza di un tempo.
Non è tanto la distanza fisica, quanto piuttosto ciò che questa comporta: un lento distanziamento di esperienze comuni, la creazione di un buco vuoto in cui è assente la drammatizzazione del quotidiano e, quindi, tutta quella intimità propria di chi condivide gioie e sofferenze.
La vita è sufficientemente complessa da rendersi difficilmente comunicabile per via strettamente linguistica. Pare che necessiti più di un vocabolario comune di emozioni che non verbale, più di una complicità affettiva che non di percorsi logici.
E così, dopo una lontananza che lascio ingiustificata, mi ripropongo al mondo di una rete che, purtroppo o per fortuna, pare non aver accusato affatto il mio periodo sabbatico.
Trovo difficoltà a raccontare di me. Io stesso riesco ad identificarmi solo approssimativamente al Paolo di non molto tempo fa. Ho timore che nello scandire gli eventi si possano frantumare le sfumature ancora acerbe ed insicure, ma che costituiscono una nuova originalità del mio essere.
Scoprite voi, accompagnandomi, i nuovi colori dell’anima mia.
Published luglio 29th, 2009 by Paolo De Bei
Oggi mastrofabbro.com compie un anno tondo tondo.
Ringrazio di cuore tutti coloro che, tra le alternanze di super attività del blog e lunghi periodi di sospensione, mi hanno costantemente seguito e supportato con entusiasmo, consigli e critiche costruttive.
In occasione di questo compleanno vedrò di rispettare l’impegno di un aggiornamento costante, così amorevolmente caldeggiato da alcuni.
Ecco alcune statistiche riguardante l’anno di attività:
108 articoli scritti;
210 commenti;
653 email private;
2133 sottoscrizioni feed.
Grazie di cuore.
Published dicembre 31st, 2008 by Paolo De Bei
E’ stato un Natale triste, per me e alcuni cari violentemente difficile.
Succede così, senza tanti discorsi o spiegazioni: gli eventi incalzano, la sofferenza percuote e tu rimani lì, con un sorriso sincero a denti stretti, a difficile sintesi di una circostanza ostile a cui si tenta di reagire con la ferma serenità di chi non vuol cedere alla tirannia della sorte.
Infondo la storia ha i suoi modi: il Redentore nasce, ma pur sempre nel freddo di una spelonca, mentre si consuma una strage fra gli innocenti e si prepara un doloroso esilio.
Un fiero attaccamento alla vita di fronte alla voragine della morte, l’eroica capacità di un sorriso dinanzi alla disperazione, lo sguardo fisso all’orizzonte alla continua ed irrinunciabile speranza di un approdo è stato il dono che Gesù Bambino ha voluto partorirmi dentro attraverso le doglie della mia debolezza.
Come vorrei, amici miei, poter essere un dono di Dio come voi lo siete per me.
Published dicembre 20th, 2008 by Paolo De Bei
Giorni veloci, molto attivi. Non riesco più neppure a trovare il tempo per scrivere sul mio blog e, qualora il tempo mi si concedesse più favorevole, sono allora le forze che fanno barcollare il mio slancio cibernetico.
Chissà, forse è meglio così: la dedizione alla vita reale, fatta di persone ed eventi concreti, è pervasa di una completezza umana che non riesce a trovare sviluppo ed appiglio attraverso le vie astratte della rete, per quanto esse suppliscano laddove la nostra fisicità non riesce a spingersi.
Concetti, pensieri, esperienze e testimonianze paiono acquisire un senso vivo solo se riescono a passare attraverso una condivisione trascendente la scrittura o la parola e, se ci pensiamo bene, il ricorso ad internet è strettamente vincolato dalle necessità circostanziali della propria quotidianità, sia per chi scrive che per chi legge. Nessuno viene a leggere Mastro Fabbro se in esso non trova un qualche riferimento a se stesso o non trova colmata una qualche necessità personale: la frequentazione del blog, diciamo, è più vincolata ad una cifratura utilitaristica od intellettuale che non al disinteresse che muove la semplice amicizia, di per sé disinteressata e a-concettuale e se anche dopo una proficua frequentazione di un sito riesce a nascere una solida stima reciproca, ciò non toglie che se essa è realmente sincera debba portare in noi l’esigenza di una più concreta e completa conoscenza della persona.
Cari amici, questa mia trasgressione all’esigente tabella di marcia fino ad ora rispettata nella produzione dei post non vuole essere un primo segnale di stanchezza o di abbandono del blog, ma un dono che il vostro Affezionatissimo vuole porgere a tutti voi per questo Natale, così che, ogni volta che mi ritroverete su queste pagine, saprete riconoscermi sempre più concreto, sempre più umano e, chissà, forse più buono e arricchito di tutto quanto ho speso di me stesso.
Seguitemi sempre e non abbandonatemi.
Published dicembre 14th, 2008 by Paolo De Bei
Sto preparando qualche appunto per degli incontri di taglio spirituale e filosofico che si terranno a gennaio e che sono chiamato a guidare.
Conoscere persone amiche molto più meritevoli di me per ricoprire questo ruolo e che, per motivi a me riconducibili, si sono messe da parte, mi fa vivere questo progetto con l’anima gravemente oppressa dalla colpa di usurpazione.
“Va bene così” si va dicendo fra noi, ma in realtà io non trovo nessuna consolazione in tutta questa faccenda.