LA DANZA DEGLI OPPOSTI
La danza prevede una certa fisicità spirituale, una morfologia dei lineamenti propria a chi ha ricevuto un severo addestramento interiore.
Quanto è più ferma e scolpita l’anima tanto più il movimento si rende fluido, coordinato e nobilitato: senza quella compenetrazione degli opposti il ballo diventa un semplice intrattenimento per spiriti imborghesiti.
Se nel salto non è presente fierezza e dolcezza, se nello slancio non c’è musica e silenzio; se nel movimento non c’è percezione dell’immobilità, se il sentimento non trova perfezionamento nell’austerità, il danzare può essere inteso come esercizio, come tecnica di perfezionamento motorio.
Nella contemplazione la dialettica perde la sua logica di causa ed effetto, la sua scansione lineare ed acquisisce contemporaneità.
Forse è lì che si cela il pensiero di cui vado alla ricerca.








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