TEOLOGIA SENZA DIO
Assisto alla lezione di teologia fondamentale dell’eminentissimo don M..
La rigidità d’espressione, la presunzione di dominare la materia, la mancananza di flessibilità argomentativa, l’ottusità di chi si avvale dell’arroganza, la vile riduzione della teologia a materia mnemonica, l’imperatività che pretende totale asservimento al suo dire… nulla di più lontano dalla teologia fondamentale, la quale dovrebbe ispirare il cuore di chi ascolta al desiderio di giungere a quella relazione trinitaria con Dio che Egli già gode in se stesso, poiché ogni branca della teologia deve avere per mira la coincidenza tra la teoria insegnata e la prassi vissuta.
La teologia, la filosofia, qualunque tipo di insegnamento, dovrebbe proporre una sapienza della mente che introduce alla bellezza del mistero, alla magnificente elevazione dell’essere. Laddove la conoscenza non sa rispettare la purezza della gratuità, la proporzione tra mente e cuore e l’integrità del sapere, non può neppure essere quel ponte che può maggiormente unire Dio all’uomo.
Il sapere è quel povero e limitato oggetto che il nostro intelletto dovrebbe usare per venire catapultato in quella dimensione dove la meditazione lascia spazio alla contemplazione.
Una teologia senza arte, è una teologia senza Dio.








a.b.c. says:
Oggi si festeggia la memoria di Santa Giovanna De Chantal e nei monasteri della Visitazione c’è gran festa per la loro fondatrice.
Qui vi era addirittura il vescovo che celebrava e un sacerdote che concelebrava.
Al momento dell’omelia è stato quest’ultimo che si dirige al pulpito.
Parlava in maniera semplice senza espressioni di superbia e di presunzione.
Ho chiuso gli occhi e ho iniziato a perdermi nel suo dire.
Apro il mio cuore al confronto tra la grandezza dell’Amore infinito di Dio e la nostra insufficiente risposta, al nostro porre i nostri affetti e le nostre necessità prima di Colui che tutto donò.
Lo spirito messo difronte a una realtà così evidente non può fare altro che prendere atto e valutare quanto siamo ingrati.
Sentire l’ingiustizia delle nostre posizioni credute buone perchè considerate solo dalla nostra parte: prima noi con tutto ciò che comporta e la nostra famiglia, poi se rimane del tempo….
Chi è mia madre, chi sono i miei fratelli?
Sono coloro che ascoltano la volontà di Dio e la mettono in pratica.
Qualcosa di simile dice Gesù a chi gli ha detto che sua Madre era giunta e l’attendeva, continuando poi a fare come prima.
Perchè ci hai fatto questo? Tuo padre ed io preoccupati ti cercavamo!
Diceva questo Maria a Gesù quando lo ritrovò nel tempio.
Dobbiamo imparare a valutare l’importanza di ogni pensiero e azione nell’ottica dell’Amore e della Giustizia di Dio.
Se la famiglia ha scelto diversamente questo non deve essere un impedimento.
Lascia e allontana da te ciò che ha volontariamente sposato il male e non vuole cambiare.
Metterò inimicizia tra la tua stirpe e la Sua e Lei ti schiaccerà col calcagno.
Non fare questo, si permette al male di proliferare e si viene meno alla Giustizia di Dio.
Sdegno e ribrezzo deve nascere nei nostri cuori per ciò che è falso, impuro e illecito.
Alla fine dell’omelia la signora accanto a me, factotum del convento, ha commentato:” E’stato proprio bravo, pensare che era improvvisata. Fino a poco prima della Messa doveva essere il vescovo a farla! E sai perchè? Perchè è pieno di Dio.”
Mi è venuto allora in mente quello che una volta questo sacerdote mi aveva detto:” Io ho scelto di dire e vivere ciò che l’Amore insegna ai cuori”.
Finita la celebrazione l’ho incontrato e gli ho riferito il commento.
Lui è rimasto un pò perplesso e senza parole, quasi vergognoso, alzando le mani per ritrarsi.
Poi una signora ha detto:”Glielo abbiamo detto anche noi che ha fatto una bella predica”.
Lui con un sorriso si è allontanato, umile e dimesso come sempre.
Non sono le argomentazioni forbite e la presenza imponente e arrogante che infiammano ma ciò che rimane è quello che lo spirito comunica a un altro spirito.
Alquanto difficile però sarà accettare non solo ciò che ci aggrada ma tutto ciò che è Giustizia e Verità.