NEVROSI ED INTERIORITA’
Luomo, spesso incapace di sposare una vera evoluzione spirituale per la sofferenza che questa comporta, si lascia lusingare dall’immagine che vorrebbe di se stesso, così da crearsi convinzioni autoindotte su ciò che egli è: è molto più facile avere la convinzione di essere, che non essere realmente.
E’ il meccanismo che mistifica il mediocre in eccellenza, il brutto in bellezza, l’egoismo in libertà, il falso in opinione, la cattiveria in inavvertenza, l’incompiutezza in buona intenzione: è il mondo immaginario dell’alienato che si instaura nella realtà, abbattendo tutto ciò che a tale convinzione va ad opporsi.
La differenza tra il desiderare e l’ottenere sta nel concretizzare.
E’ molto più semplice riuscire ad autoindurre l’io a gonfiarsi che non elevare concretamente lo spirito su cui l’io dovrebbe poggiare.
Per arrivare a sostituirsi alla realtà l’io deve gonfiarsi al punto da non lasciare ossigeno a nient’altro che a se stesso, poiché tutto ciò che è diverso da se stesso, viene percepito come una minaccia all’illusorietà della propria immagine.
L’uomo proietta la categoria dell’avere alla propria interiorità, stuprandola e possedendola al fine di deformarla secondo quanto l’io pretende, creando un’immane fortezza mentale degna della migliore autoreferenzialità.
Essere la propria la interiorità, significa lasciarsi vivere da questa, assoggettando l’io ad uno spirito ideale più alto e non dalla glorificazione della propria vanità.
Avere ed essere: le componenti che distinguono il mediocre dall’uomo.








a.b.c. says:
Per proseguire il proprio cammino spirituale è importantissimo rompere tutto il castello di grandezza che il nostro io si è creato per autoincensarsi e proteggersi da tutto ciò che ci fa male.
E’ questo che fa soffrire, scoprire e prendere atto della realtà su di noi.
Non solo individuarla ma poi bisogna accettarla in tutte le sfacettature che si vanno pian piano a conoscere.
E’ ora che si comincia, cercando di porre rimedio a tutto ciò che è male in noi.