IL DIO ATEO

Published ottobre 25th, 2008 by Paolo De Bei

Si perde Dio perché si pensa di saperLo: è questo l’aspetto terribile della deriva religiosa. Sapere Dio è la presunzione dell’uomo che attribuisce all’Essere connotazioni antropomorfiche, quando la più alta conoscenza di Dio non è tanto viverLo per come lo si comprende, ma lasciarsi vivere per come Lui comprende il singolo che va ad abitare.

Gli uomini si uccidono a vicenda per questa avanzata arroganza di saperLo, creando barriere invalicabili, che impediscono comunicabilità religiosa, anche all’interno di stesse confessioni.
Ardiamo di fervore per un Dio che abbiamo concettualizzato e fatto nostro, riversando su di lui quegli attributi che più ci aggradano e più si conformano alla nostra persona, distribuendoli in modo e misura da renderlo, più che Dio, quello che noi vorremmo fosse Dio.

In senso fenomenologico, per la maggioranza delle persone, ha ragione Feuerbach: “L’uomo proietta la sua essenza fuori di sé… l’opposizione del divino e dell’uomo è un’opposizione illusoria… tutte la caratteristiche dell’essere divino sono caratteristiche dell’essere umano

A te sta testimoniare con la vita che qualcuno, quel Dio, lo ha incontrato davvero.

1 Comment a “IL DIO ATEO”

  1. 1

    a.b.c. says:

    Pensare di conoscere Dio è uno sbaglio tipico di molte persone che sono ferventi nella propria religione
    In effetti diventa talmente spontaneo pensarlo che uno non riflette neppure se quello che crede è verità o no.
    Il problema è che vivrà la propria vita in base a questo presupposto, deviando dalla verità.

    novembre 2nd, 2008 alle 19:55

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