mandate letter
lunedì, ottobre 13th, 2008 | Author: Paolo De Bei

Percezione, memoria, apprendimento, sono processi mentali complessi che entrano in gioco contemporaneamente e concorrono, in misura diversa, insieme ad altri meccanismi, ad identificare un proprio sviluppo razionale, che possiamo distinguere in “fluido” e “cristallizzato”.

La razionalità “fluida” è come un patrimonio logico innato che ogni individuo porta con sé dalla nascita, un insieme di attitudini diverse per risolvere con ordine logico i problemi che la vita comporta.
La razionalità “cristallizzata” è il bagaglio di competenze, di abilità, di informazioni acquisite nel corso della vita, in un determinato contesto, applicato alla propria memoria, che subentra in cooperazione della prima, ma cadremmo in un grave errore se volessimo identificare tout court le capacità razionali appena espresse con il talento dell’intelligenza.

L’intelligenza non è la semplice capacità di riflettere, ma l’unitaria collaborazione di tutte le componenti di anima, psiche e corpo indirizzate ad intuire, concettualizzare, riflettere, sviluppare, personalizzare ed incarnare una data verità, nelle dimensioni di altezza e profondità.
E’ attraverso la profonda incarnazione delle proprie certezze che la ragione trova forza e diritto di elaborare evidenze, mentre il semplice sollazzo della mente (ludo mentis), non porta che ad un mastodontico impianto razionale, ma privo di una visione esistenziale e, quindi, anche di una reale intelligenza.

L’intelligenza è quell’equilibrata fusione di intelletto e sentimento, che, collaborando all’unisono e senza distinzione, equilibrandosi vicendevolmente, permanentemente rivolti all’incarnazione di quella verità su cui si dilungano nel riflettere, si impegnano nel portare alle altezze del pensiero e negli abissi del cuore.

Non è detto, perciò, che colui che è dotato di grandi capacità razionali sia necessariamente più intelligente del semplice, poiché se la logica fa capo alle capacità sillogistiche della mente, l’intelligenza si riferisce ad una completezza ben più ampia ed esigente, che si conquista attraverso un lungo apprendistato di discernimento, non di certo accessibile agli indolenti dello spirito o ai farfugliatori intellettuali, capaci di comprendere solo per riflessione astratta e, perciò, incapaci di reale intelligenza.

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4 Responses

  1. Metto insieme questo post col precedente (non perché voglia economizzare sulle risposte…), e trovo al fondo una concezione che sembra voler superare ogni scissione, ogni rottura dell’unità armonica dell’umano. Ma esiste poi questa unità o non è piuttosto un mito, un sogno, una proiezione fantastica? La relazione ha indubbiamente bisogno di corpi, mentre ora io sto scrivendo (esercitando il mio ego intellettuale, dunque in qualche modo autocelebrandomi)… perché poi? Personalmente ritengo la scrittura qualcosa che sta a metà tra la “terapia” e l’autochiarificazione, ma può oltre a questo costruire ponti e connessioni? Certo non da sola: la vera intelligenza, come giustamente sottolinei, non è un’alata testa d’angelo, e non è nemmeno autoreferenziale come oggi si tende a credere.

  2. Ovviamente ciò che io indico è in termini ideali. Ogni realizzazione concreta va intesa per via di approssimazione, per quanto ritenga che una tenace volontà in tal senso demistificherebbe molto ciò che potrebbe sembrare solo un ente di ragione.
    Per ciò che riguarda la scrittura sono sulla tua stessa lunghezza d’onda.
    Grazie per i tuoi appunti sempre puntuali.

  3. Come possiamo noi incapaci di pompose dialettiche e di discorsi di alta razionalità sviluppare e innalzare le altre doti spirituali per raggiungere livelli di intelligenza accettabili?
    Stiamo sì cercando di raggiungere la semplicità sradicando in noi le radici dei nostri peccati ma non possiamo nello stesso tempo approfondire qualche concetto?
    Siamo stati chiamati a gran voce a prendere le armi, a rivestirci di un’armatura di acciaio dei più duri e ora siamo qui desiderosi di combattere.
    Il nostro avversario è in noi ma è più difficile di uno in carne e ossa perchè facciamo fatica ad individuarlo, a conoscere le sue sfacettature e i suoi punti deboli quindi io proporrei che tu ci spiegassi con chiarezza uno per uno almeno i peccati capitali più importanti, come individuarli e come combatterli. Conoscere renderebbe almeno più semplice la nostra introspezione. Spero di essere portavoce anche di altri. Per il momento grazie.

  4. @abc: … ma poi me lo danno il titolo di dottore della Chiesa? :)

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