FRAMMENTI DI CAOS, UMANITA’ E ALTRE SCIOCCHEZZE

Published ottobre 8th, 2008 by Paolo De Bei

294 diogene ou la lucidite 300x199 FRAMMENTI DI CAOS, UMANITA E ALTRE SCIOCCHEZZE1) Nel porsi immediatamente a se stesso, l’uomo vuole in modo frammentato, confusionario. Nel chiedersi cosa esso voglia, non sa dare un prospetto definito. Alla domanda su cosa voglia realmente l’uomo, potremmo rispondere: “Tutto: il piacere e gli infiniti piaceri, anche il dolore per il piacere del dolore, la vita e la morte, questa cosa e la sua contraria, ogni cosa e la sua contraria. L’uomo pensa e vuole indefinitivamente, instancabilmente, quasi perdutamente: quando non pensa, pensa di non pensare: quando non vuole, vuole di non volere; ed ogni desiderio, ogni volizione ha quasi sempre un margine di indefinibilità” (Michele Federico Sciacca).

2) Sinteticamente si potrebbe dire che il volere, nella sua immediatezza, è il caos, e ciò è dovuto proprio a quell’unione di corpo e di spirito che costituisce la natura umana. E’ la stessa molteplicità delle nostre potenze vitali e intellettuali che paradossalmente arriva a confonderci, investendoci in un vortice di pensieri confusi, passioni e sentimenti contraddittori, al punto che, talvolta, è difficile distinguere dove finisca la nostra caoticità e inizi quella degli altri.

3) Questo spiega perché, nel momento in cui si tenta di sintetizzare la vita di un uomo, colta nei suoi momenti più diversi, essa appare irregolare e contraddittoria, successione ininterrotta di eterni ritorni che, ad un tempo, tentano di negarsi vicendevolmente con elevazioni e cadute esistenziali, apparendo come stati incompatibili eppur coesistenti e compenetrantesi.

4) Nonostante ciò è pure da considerare come questo insieme di indefiniti istinti porti con sé, nel suo profondo, l’inclinazione all’ordine, tendente a voler unificare e orientare l’istinto, nella molteplicità delle sue potenze. Ciò spinge l’uomo a specificarsi in un proprio orientamento, così che la riflessione, collaboratrice, affinatrice e purificatrice dell’istinto, riesce a dare equilibrio e priorità in funzione della sua forza equilibrante. La caoticità primordiale giunge, quindi, ad un ordine, convergente in un’unità comprensiva di tutte le potenzialità umane. Ad esempio, il movimento fisico, prima grezzo ed involontario, si fa ora coordinato.

5) E’ grazie alla funzione normativa della ragione che tutto quel caos, presente ad ogni momento dell’esistenza, si va più o meno lentamente ordinando, chiarificandosi in modo sempre più netto, opera di un continuo lavoro del proprio spirito, concepito come l’unione di volontà ed intelligenza, senza che esso sia mai definitivamente compiuto.

6) L’ordine profondo, che giace sotto il caos iniziale di sentimenti, pensieri e volizioni, si chiarisce mano a mano che l’uomo scopre il suo lato spirituale, ovvero proporzionatamente al processo di conquista di se stessi, alla luce della consapevolezza del significato e della finalità della propria natura.

7) L’anarchia primitiva, di cui si è appena parlato, tende a ripresentarsi a più riprese in ogni attimo dell’esistenza, anche nelle attività più nobili dell’uomo. Infatti ciascuna forma di attività umana, al suo sorgere, tende a rendersi esclusiva, talvolta proclamando una norma autonoma da tutto il resto, così che, ad esempio, l’attività conoscitiva pretende di costituirsi distaccata dalla morale, così come la morale è tentata di staccarsi dall’attività raziocinante, per poi ritrovare a loro volta l’estetica, l’economia, ecc., anche loro aspiranti ad imporsi in una dimensione autonoma, rivendicando a spada tratta la propria indipendenza, causando in tal modo un vicendevole indebolimento nella stabilità della persona.

8  ) E’ l’ordine interno dello spirito che, invece, cerca di tenere ciascuna attività nella norma del suo processo, ma non è opera facile ordinare tutto secondo il giusto equilibrio, in armonia e in concorrenza, in modo tale che tutte le attività umane convergano in direzione di un unico fine.

9) Le proprietĂ  dello spirito permettono che la contemporaneitĂ  di molteplici elementi, anche se inizialmente escludentesi vicendevolmente, arrivino infine a convergere in un insieme solidale, orientato verso un unico fine, per quanto sempre nella specificitĂ  della natura di ogni singola parte.

10) In definitiva, tutto quell’insieme di impulsi, istinti, sentimenti, ragioni, principi e quant’altro, i quali hanno inizialmente tendenza ad escludersi l’un l’altro, si ritrovano infine fusi dal potere sintetico dello spirito, unione di volontà ed intelligenza, e ciò sia che riguardi l’attività morale, sia quella intellettiva o estetica.

11) Ciò che si dovrà evitare sarà il permettere ad un apparente e viziato ordine di dare origine ad un’unione falsata o solo apparente delle diverse componenti che costituiscono l’uomo, al fine di non giungere ad una percezione alterata di sé stessi.

12) E’ per questa proprietà ordinatrice e di sintesi che l’atto spirituale, inteso come unione di volontà ed intelligenza, va detto: integrale, proprio perché ogni separazione di specifica funzionale è comunque veicolata dall’atto spirituale, in un insieme compenetrante e cooperante per un unico fine.

13) Assodato questo, è pure giusto osservare che, tra queste diverse facoltà dell’uomo, non regna certo la pace, ma piuttosto continue battaglie, seguite da sudati armistizi: ad esempio, la ragione interviene per frenare gli impulsi, mentre questi le resistono con tenacia e ribellione.

14) Si può dire senza tema che il dinamismo della vita spirituale è talmente complesso che oltrepassa di gran lunga la pura logicitĂ  astratta e la capacitĂ  di razionalizzazione dell’uomo.

15) Ogni forma di attività tende ad essere una specie di dispotica imperatrice, così che il filosofo tende a farsi sopraffare dalla razionalità, il matematico dalle formule, lo scienziato dalla sperimentabilità, ecc., per cui la molteplice complessità della realtà rischia sempre di essere vista da un solo punto di vista e filtrata da lenti deformanti a causa della loro pretesa esclusività.

16) Incapace per struttura di veicolare ogni aspetto di se stesso ad un ordine armonico per via strettamente intellettiva, all’uomo necessita una dimensione soprarazionale che, come sapiente demiurgo, arrivi anche laddove la ragione non può spingersi. E’ lĂ , nell’anima di ciascuno, dove il cuore riposa e, ad un tempo, minaccia tempesta. E’ lĂ , dove il nostro sguardo rimane contemplativo, che si genera la dimensione vissuta in profonditĂ  ed intensitĂ  dell’esistenza e tanto sarĂ  piĂą alto e nobile un ideale, tanto sarĂ  piĂą severa ed esigente la coscienza nel richiedere obbedienza ai molteplici elementi caratterizzanti l’uomo.

17) Un ideale che non appartiene ai libri, ma al segreto del re che ciascuno conserva gelosamente dentro di sé.
Oggi l’uomo non ha piĂą questa dimensione soprarazionale dello spirito, non riconosce piĂą un ideale al cospetto del quale formare la propria persona, o, almeno, non si constata piĂą alcuna corrispondenza tra le dichiarazioni di ideale e le azioni che ne dovrebbero seguire.
Oggi c’è solo caos.

If you enjoyed this post, make sure you subscribe to my RSS feed!

5 Comments a “FRAMMENTI DI CAOS, UMANITA’ E ALTRE SCIOCCHEZZE”

  1. 1

    Julo d. says:

    Gran bel post.
    Ma perché devo sempre rileggerli almeno due volte (quando non 3 o 4) per capirli?
    ;-)
    Pace e benedizione
    Julo d.

    ottobre 8th, 2008 alle 21:00
  1. 2

    mastrofabbro says:

    Siamo d’accordo: mi piace fare il figo e allora scrivo difficile, però mi si conceda che in 17 punti ho riassunto la mia vecchia tesi di laurea di 300 pagine: questo fa ancora piĂą figo :D

    ottobre 8th, 2008 alle 23:11
  1. 3

    Julo d. says:

    Finalmente qualcuno che ammette di scrivere difficile perché fa figo :-)
    Pace e benedizione
    Julo d.

    ottobre 9th, 2008 alle 08:05
  1. 5

    a.b.c. says:

    Questo è un post che mi piace molto perchè finalmente mette in chiaro quei processi della mente che sono alla base di qualsiasi approfondimento personale:
    il caos che in un attimo ti avvolge quando scopri che i fondamenti della tua vita sono abitudini convenzionate e non veritĂ  assolute;
    l’impervio cammino che ne consegue per ripristinare il proprio equilibrio interiore partendo dal ricostruire i pilastri, fondamenta di ogni futuro pensiero;
    la sorta di dolore interiore che ti sovransta per tutto il tempo dedicato a fameliche idee preconcette del comune pensare che non ti hanno lasciato lo spazio alla crescita spirituale personale;
    il desiderio improvviso di imput, piĂą necessari dello stesso alimentarsi, per rispondere al quelle domande che non ti lasciano neppure nel sonno rendendolo agitato e privo d’effetto;
    la frustrante realtà di non essere compresi dalle persone che frequenti perchè ancora fossilizzate nella ottusa consapevolezza di aver raggiunto il massimo nella verità;
    il vivere tutto questo magari nel nascondimento dell’obbligatorio continuo procedere delle normali attivitĂ  persolali di tutti i giorni.
    E’ in quel momento che si scopre l’indispensabile e sempre piĂą crescente bisogno di riflettere e separarsi dal mondo, dando tempo al nostro spirito di ripristinare gli equilibri persi partendo dalla contemplazione del punto d’arrivo. (E qui siamo al punto 16 del post.)
    Sembra un’operazione di breve durata ma non è così.
    La rielaborazione di un pensiero non si completa se non si tramuta in una messa in pratica vera e propria portandone tutte le conseguenze che ciò comporta.
    E’ qui che si vede quando uno ha le “palle” (scusate il termine).
    Tutti dicono ma la vera testimonianza che la propria idea è giusta sta nell’operare in ogni momento come essa impone. Per fare questo bisogna imporsi di eliminare uno alla volta tutti gli strascichi che sono rimasti con un vero taglio netto.
    Se lo scopo è grande niente ti può fermare se non la non volontà.

    ottobre 15th, 2008 alle 02:55

Trackbacks

  1. QUESTIONE DI INTELLIGENZA | Yourpage live news aggregator

Leave a comment

XHTML: You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>