ESSENZIALITA’

Published Settembre 23rd, 2008 by mastrofabbro

0000164a ESSENZIALITAAll’essenzialità appartiene la forma più paradossale della conoscenza: la semplicità.

Dall’essere alto ed al contempo profondo, vergine di alto lignaggio e dal carattere fortificato dalla prova, schiaccia col suo calcagno le avide menti degli ottusi, lasciandoli alle attività di erotismo intellettuale intrattenute con il superbo nozionismo.

Con sguardo veloce e penetrante, l’essenzialità passa in rassegna l’umano genere, in cerca di un singolo, di quel singolo a cui comunicare il proprio sapere e con cui intrattenere dialoghi con la mente, solo dopo averne attraversato la purezza del cuore.
Bianca ed immacolata, sensibile ad ogni sfumatura differente dalla trasparenza, scruta con occhio attento l’anima dell’eccezione: la compattezza della volontà, l’altezza della prospettiva, la lungimiranza degli orizzonti, la profondità del sentimento, la coerenza della nobiltà, il grado di sensibilità, la purezza dell’intenzione, la costanza del suo volere, la forza dell’applicazione, la temperanza dell’assimilazione, la prudenza nella circostanza, la concretezza della speranza, la veemenza della carità, il vigore della fede. In altri termini cercherà semplicità, una qualunque assenza di composizione nel cuore di quel singolo, la privazione di un qualunque compromesso tra il bene ed il male.

Risalirà le vie dell’intelletto per scoprire il coraggio della ragione, la proporzione del suo intendere, la meraviglia del suo scoprire, la sofferenza del suo sapere, l’irrequietezza della sua ricerca, l’umiltà dinanzi al mistero, la pazienza nell’incomprensione, poiché “più d’uno raggiunge la sua cima come carattere, ma la sua mente è inadeguata a questa altezza - e più d’uno il contrario” (Nietzsche).

Qualora l’essenzialità trovasse in quel singolo adeguate caratteristiche, ad egli si concederà come sposa fedele e gioiosa, manifestandosi in lui con la forza portentosa di chi sa distinguere senza dividere, di chi sa unire senza confondere, di chi tutto combatte senza distruggere, di chi sa vincere nella sconfitta.

Ed ecco che l’uomo essenziale, dall’intelletto veloce, profondo e creativo trova la sua beatitudine nell’essere per una volta come i pesci volanti e di giocare sulle estreme creste delle onde, permanendo nel suo essere senza distrazione, al cospetto di quel bene di cui ama farsi libero schiavo.

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4 Comments a “ESSENZIALITA’”

  1. 2

    md says:

    Anch’io ora ti leggo, anche se non sempre commento. Talvolta è bello contemplare i pensieri e la scrittura degli altri, senza aggiungere nulla. Come un lago di montagna (la cui trasparenza è semplicità e profondità ed essenzialità ad un tempo - l’immagine purtroppo non è mia ma di Schopenhauer), sulle cui acque non spiri alcun vento sì da evitare increspature…

    Settembre 23rd, 2008 alle 11:33
  1. 3

    a.b.c. says:

    Quando uno legge questo brano penso che il primo pensiero che possa venire sia “bellissimo, piacerebbe anche a me essere così”. E subito dopo “è impossibile io non potrò mai esserlo”.
    Tu però Mastro Fabbro, ci hai dato anche la chiave per aprire la porta ed entrare nel giusto corridoio, lungo e pieno di tranelli, che conduce al vero tesoro: all’essenzialità.
    Si chiama semplicità.
    Si chiama essenza di compunzione nel cuore.
    Assenza di compromessi tra bene e male.
    Questa è la chiave ma anche il traguardo.
    La prima cosa da fare direi è decidere di mettersi in gioco con un vero esame, che mette in luce tutto ciò che siamo e cosa dobbiamo cambiare con un ordine di priorità.
    Un grande uomo non molto tempo fa mi disse che dentro di noi c’è di solito un ceppo (o più ceppi)dal quale partono e si ramificano tanti altri difetti e imperfezioni.
    Dobbiamo sradicare quella radice.
    E proseguire così, togliendo ed eliminando tutto ciò che durante il cammino troviamo impuro e superfluo e sanando le macchinose metamorfosi alla realtà che ci siamo costruiti.
    Più si toglie più ci si accorge che il nostro spirito diventa leggero e libero di respirare sensazioni nuove,di conoscersi e gioire nella vitalità prima non posseduta.
    Guardiamo e osserviamo bene sopratutto i pensieri scontati, le abitudini quotidiane, perchè magari troviamo proprio lì la nostra zavorra.
    L’ostacolo principale che incontreremo siamo noi stessi perchè troppo legati alle comodità.
    Non parlo solo di quelle materiali ma sopratutto della propensione dell’uomo a credere di semplificarsi la vita con macchinose bugie a se stesso e a gli altri, quando la verità, anche se a volte scomoda, libera lo spirito dall’ansia di essere scoperti e da pesi insopportabili.
    La pace nei cuori ci spinge al secondo stadio che è l’amare, rispettando e riguardando gli altri e noi stessi in ogni momento.
    Ci scopriremo così pian piano sanati e rinvigoriti dalle ferite riportate dalla nostra ottusità che nascondeva il nostro io corrotto dalla superbia, dall’orgoglio, dall’invidia, dall’avarizia, dalla lussuria e da non so che altro.
    Mastro Fabbro ha promesso di forgiare col migliore acciaio le spade che ci serviranno al combattimento e allora che aspettiamo iniziamo la guerra!
    Combattiamo con onore e forza contro chi ci ha derubato della nostra libertà, contro colui che ci ha privato di pensare, di vivere in pienezza, drogati e corrotti dal comune pensare.
    Questi credo che siano i primi gradini che bisogna salire, con tanta buona volontà, per avvicinarsi a quella meta che ogni spirito giusto tenta di raggiungere, consapevoli però che da soli nulla possiamo senza la grazia e la luce di Colui che tutto sa e comprende.
    Chiediamo fin da subito perciò il Suo aiuto cercando di non dimenticarci mai che:
    dobbiamo fare come se tutto dipendesse da noi e pregare come se tutto dipendesse da Dio.

    Settembre 28th, 2008 alle 00:22

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