INDIETRO, FINO ALLA COMPRENSIONE DEGLI UOMINI

Published agosto 19th, 2008 by Paolo De Bei

La vendetta dei ristretti di spirito contro coloro che lo sono meno è quella di giudicarli e pregiudicarli secondo una condotta di una morale precettistica; per loro questo è anche una specie di indennizzo del fatto che la natura con loro abbia operato così male, ed infine anche un’opportunità per attingere un po’ di spirito e farsi affini: la cattiveria spiritualizzata.
Per essi è un beneficio che i grandi di spirito siano contenuti e ribassati da un codice di regolamentazione di fronte al quale ciascuno è livellato al pari di tutti e la loro vendetta li porta a credere a Dio per una necessità logica, e non tanto per fede, perché la divinità permette loro di proclamare l’uguaglianza dei mediocri con i giganti di fronte a quel dio fabbricato dalla loro cattiveria.
Sovvertono il mondo e le sue leggi con un’ossessiva e feroce spiritualità, sintesi di invidia e acuta malizia.

Invece è cosa di pochissimi essere indipendenti: è una prerogativa dei forti.
Costoro si inoltrano in un labirinto, moltiplicano i rischi che la vita già per sua natura reca con sé, dei quali non è il minore il fatto che nessuno abbia sotto gli occhi il modo in cui cominciano a smarrirsi e, isolati da tutti, vengono dilaniati brano a brano da un qualche minotauro partorito dagli abissi della loro coscienza.
Posto che un individuo simile se ne torni sulla terra, tutto ciò accade in un mondo così lontano dall’umano senno che gli uomini non se ne avvedono, né lo condividono: – eppure quello non può più tornare indietro. Egli non può più tornare indietro, fino alla comprensione degli uomini.

2 Comments a “INDIETRO, FINO ALLA COMPRENSIONE DEGLI UOMINI”

  1. 1

    a.b.c. says:

    EZECHIELE 34,1-11
    …..Dice il Signore Dio: Ecco, io stesso cercherò le mie pecore e ne avrò cura.

    38 anni di vita da gettare e ricominciare da capo.
    Passavo da un sacerdote all’altro per conferme, risposte, per capire, per approfondire per IMPARARE AD AMARE, e invece mi ritrovo qui colma di idee sbagliate su come dovrebbe essere il vero cristiano con un orrore bigotto su chi si allontana da idee preconcette ristrette, chiuse al diverso.
    Da qui il desiderio di cambiare gli altri e condurli allo schema, “sempre per amore di Dio”. Al grido: Convertiamoli!
    E così sono andata predicando per anni senza avere io per prima le basi giuste.
    Ieri sera sono andata a parlare con il sacerdote della mia parrocchia per dirgli che volevo sospendere la “missione” per un periodo sufficiente a crearmi delle basi giuste. Lui mi ha risposto che per lui l’idea era sbagliata perchè noi saremo giudicati sulle opere e non sulla nostra cultura, basta dire una buona parola una volta poi un’altra ……
    IO dico:”ma come devono essere queste parole buttate lì da un credere popolano o è meglio prima crescere per portare una vera testimonianza?”
    Rendiamo grazie a Dio che è sempre Lui alla fine a cercare e prendersi cura delle sue pecorelle!….
    Ti seguo mastrofabbro, giusto è il tuo dire.
    Ammetto che ora la mia testa è piena di una orrenda confusione perchè deve sostituire percorsi predefiniti a una via che dice ragiona e scegli quello che è meglio, lascia l’enfasi della preghiera parolaia e ricerca l’alfabetizzazione dell’anima che si nutre di sofferenza e dolore, prendi la via della morte che ti porterà alla vita.
    Grazie A.B.C.

    agosto 20th, 2008 alle 11:15
  1. 2

    mastrofabbro says:

    Probabilmente è il commento più bello e pieno che mi abbiano mai lasciato in anni e anni di attività da blogger.
    Al tuo prete rispondi pure che la cultura che innalza lo spirito vale più di tutte le sue mille opere compiute con il suo spirito insipiente, già incapace di discernere tra il suo nozionismo di basso borgo e lo slancio di chi vorrebbe incarnare qualcosa di più del predicozzo scopiazzato da un piatto lezionario elargito dall’ambone.
    Grazie

    agosto 20th, 2008 alle 12:41

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