Archive for Agosto 2008

31/08 - IL BLOG DAY

Published Agosto 31st, 2008 by mastrofabbro

Blog Day 2008

Non sono uno particolarmente attento alle ricorrenze, soprattutto quando quest’ultime hanno un’estensione massiccia ed impersonale. Mi creano spiacevoli sobbalzi interiori di impersonalità e quella sensazione di insicurezza che si prova quando non rimani che un numero in mezzo a tanti altri numeri.
A predispormi diversamente verso questo blogday ci ha pensato Alex2000, che, con un gesto inaspettato di stima, mi ha segnalato nel suo spazio in questo giorno che, fino ad oggi, era semplicemente il 31 agosto.
L’iniziativa mi vede interessato anche per un fattore di carattere mentale: le regole di questa ricorrenza richiedono di segnalare nuovi blog, possibilmente differenti dalla nostra cultura, dal nostro punto di vista e dalle nostre attitudini, cosa che mi permette di dare anche sfogo a quelli che sono i miei interessi al di fuori di quella che potremmo dire la mia area di specializzazione… ma bando alle ciance.

pensieri-150x150 31/08 - IL BLOG DAY www.pensierineccesso.it

Non è un nuovo blog: è già un po’ che è sulla scena ed io mi sono fatto suo affezionatissimo lurker (il proprietario non sa neppure che lo seguo… è la volta buona che glielo dico). Discorre sulle pazzie della gente in approccio con la tecnologia con linguaggio semplice ma preciso, condendo il tutto con una buona competenza su ogni aspetto trattato.
Sicuramente un mio appuntamento fisso.

larvotto-150x150 31/08 - IL BLOG DAY www.larvotto.com

Anche lui non è esattamente un novellino della rete, ma io l’ ho scoperto da poco. A livello di contenuti è una specie di mia antitesi ed è proprio per quello che mi divertono così tanto i suoi post. Simpatico, leggero, maldestro, chiacchierone, gioioso, aperto a qualunque argomento. Mi piace.

alex-150x150 31/08 - IL BLOG DAY http://blog.alex2000.it/

Lo segnalo non certo per ricambiare il favore: non sono il tipo da convenevoli.
Che io lo segua lo prova il mio widget di feed nella sidebar, in diretto collegamento con il mio Google reader, in cui spesso amo segnalare i suoi post.
Blog geek da cui ho talvolta preso ispirazione per l’impostazione grafica e tecnica di mastrofabbro.com e che, oltre a spiegare le cose in modo molto semplice e sintetico, riesce anche ad essere esauriente: qualità non così scontata.

graziella-150x150 31/08 - IL BLOG DAY http://graziella.myblog.it/

Questo blog rientra, per così dire, nella mia erea di interesse. Lo segnalo per due motivi:
1) l’autrice mi sta molto simpatica;
2) vengono proposti post dalla prospettiva non proprio opposta alla mia, ma sicuramente differente, sia nei contenuti, ma soprattutto per quella forma mentis che sta a monte dei contenuti stessi.
E’ successo più di una volta di trovare in questo blog un incipit per un mio post.

volouccelli-150x150 31/08 - IL BLOG DAY http://ilvolodegliuccelli.blogspot.com/

A lui sono proprio affezionato. Con l’autore non ho una di quelle confidenze particolari, ma la nostra conoscenza risale ai lontanissmi tempi di Usenet (il mio primo accesso ai newsgroups è datato 1997 se non ricordo male).
Non sempre abbiamo la stessa prospettiva riguardo ad un problema dato, ma ritengo che la stima sia stata sempre ed immutabilmente reciproca.
Lui pensa che io sia scomparso dalla circolazione. Credo che userò questo post per rifarmi vivo.

Quel che è scritto è scritto.

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RIGUARDO L’ALIMENTAZIONE

Published Agosto 30th, 2008 by mastrofabbro

ALIMENTAZIONE%20BOTERO RIGUARDO LALIMENTAZIONEQuesta grassa e farinosa degenerazione alimentare. Cibi pesanti, tutti ricamati di salse ed eccessivi condimenti, che non fanno altro che rallentare la digestione ed addormentare le risorse nervose.
Lo spirito ha bisogno del corpo per scatenare nel vissuto la sua ipercinesi, ma cosa mai combineranno questi corpi flaccidi dall’anima sguattera, che, riunendosi nei loro abbienti salotti, si intrattengono vicendevolmente per fagocitare pastosi rinfreschi, tracannando vino e alcool per tentare di scacciare l’annebbiamento dovuto al troppo cibo? Quale arte sarà mai partorita dalla ghiottoneria avida di questi poltroni eruditi?
Questa stupida panzana per cui il nostro corpo non contribuisce al corretto sviluppo dello spirito! Ecco che così è ben facile prendersi numerose liberalità alimentari, lontani dal comprendere che solo tramite il costante innalzarsi possono raggiungersi le più elevate alture, poiché la scalata, anche se il passo è veloce, rimane lunga ed impervia: all’anima necessita tempo per adattarsi ad ogni nuova ossigenazione e per stabilizzarsi ad ogni livello guadagnato. Quale astruso impedimento le renderemo per via di uno stomaco intossicato dalle troppe cibarie e di una mente annebbiata dal vino? Essa perderà presto l’equilibrio e precipiterà a valle tramortita, così da riadattarsi al clima afoso e soffocante dei più bassi livelli dell’essere.

In egual misura valga la regola alimentare per lo spirito tutto: colui che aspira all’indipendenza, alle grandi corse, all’andare e venire veloci, sarà necessario un pasto frugale ed essenziale, fatto di acqua cristallina, cibo leggero, parco e gustoso, così riportando lo stesso atteggiamento all’anima, la quale si guarderà bene dall’inghiottire ogni imbarazzante tautologia o sillogismo della ragione o convulse emotività di basso lignaggio; piuttosto esigerà su se stessa sempre il minor carico di peso e sarà volontariamente armata solo del profondo conoscere i fondamenti dell’essere. Vorrà muovere agilmente, in estensione e forza, il sentiero da cui un tempo fu precipitata.
Sia dato bando alla dieta estetica da femmina vanitosa o da uomo castrato nella sua virilità, così ostinati nel loro anoressico rapporto con la propria pancia da perdere di vista la natura superiore e unitaria dello spirito.
Una dieta frugale è ciò che una natura spirituale sa di dover estendere a tutti i livelli dell’individuo, poiché non c’è parte dell’essere che non influisca sull’altra, creando reciproche dipendenze.

I miei libri li ho scritti sempre con tutto il mio corpo e tutta la mia vita: non ho idea di cosa siano i problemi puramente intellettuali” (F. Nietzsche).

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30 GIORNI

Published Agosto 30th, 2008 by mastrofabbro

Ieri mastrofabbro.com ha compiuto il suo primo ed intenso mese di vita.
Attentissima al dettaglio sfuggito ai più, ricevo da Cristina questo riconoscimento, che, meritato o meno, espongo con il piacere di chi può illudersi, anche se per un solo istante, che non tutto è inutile.
Grazie

Imese 30 GIORNI

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DANZARE NEL PENSIERO

Published Agosto 29th, 2008 by mastrofabbro

premio-al-valore-per-fabio-grossi-punta-di-diamante-del-ballo-del-teatro-dell-opera DANZARE NEL PENSIEROChe volete da me, acculturati manigoldi e cenciosi scribacchini di pensiero? Le vostre cataratte trovano forse somiglianza tra il vostro riflettere polveroso ed il mio vibrare musicalità?
Flemmatici e vaporosamente polemici anestetizzate le anime con un dire rigido e mieloso, tranciando con denti di squalo dal midollo d’invidia le gambe che ancor vogliono scalpitare nella marcia.
Malaticci ed infingardi ritenete inconcepibile che il genio possa spingersi fino alle articolazioni più estreme, per rendere nuovamente una danza gagliarda e vitale, poiché il vostro canceroso sapere altro non conosce che la penombra di una ragione svigorita e pesante.
Tacitamente concordi nel vostro sodalizio, divulgate verboso noziosnismo o zozza banalità, reputando superfluo un qualsiasi stile che dia vigoria all’essere, poiché incapaci di una qualunque profondità che voglia unire e fondere in musica uno sterile pensiero.
Già vedo il vostro capo chino dinanzi al calamaio e lo stomaco borbottante pigrizia: a quale incomparabile velocità io mi stancherò della vostra noiosa ed inconcludente intelligenza?
Non mi fido della vostra carne sedentaria, fiaccamente partoriente un pensiero che non conosce movimento, dolore, canto, gioco, forza, volontà, corsa, danza e musica, poiché anche l’esubero muscolare e nervoso deve accompagnare una creazione, per dare ad essa la vivacità del predatore a caccia di anime.
Nessuna vivacità dell’esistenza in voi, ma solo boriosa vanità e vicendevole compiacimento d’intelletto.
Che avrò mai a che fare con voi, io che non so far altro che cercare la musicalità del pensiero per danzare in esso?

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PROCLAMARE LA VERITA’

Published Agosto 26th, 2008 by mastrofabbro

tristezza_1 PROCLAMARE LA VERITALa riflessione intelligente e socialmente impegnata è il modo attraverso cui l’anima gioca a barare con se stessa, compiacendosi nell’inganno dell’aver superato la brutalità ignorante in cui era confinata. Con un colpo di coda si bea nell’illusione di aver spazzato via la propria grossolanità e di aver ad essa sostituito la cultura, la conoscenza, la nozione, il ragionamento, il metodo, il sistema, il pensiero apologeta ed edificante. E’ il pensiero, dunque, è la sua oggettiva capacità di speculazione la soluzione borghese e benpensante all’imbarbarimento degli spiriti, poiché è la capacità di compiacere eticamente il gregge che rende la comunità fiera della sua stessa dottrina e riappacificata con quella sua dimensione ovina dell’essere.

Qualora si manifestasse uno spirito più risoluto, ostinato a non voler tanto riflettere sul discorso per cui la verità è la verità, come colui che trova beatitudine nell’osservare il sole affermandone, spiegandone e dimostrandone la presenza; se tale spirito avesse in sé l’ardire di volersi relazionare in prima persona con tale verità, non più dall’esterno, ma dall’interno della sua persona, cosa mai accadrebbe a quel pensiero così meravigliosamente già compiuto nella sua stessa dottrina e propugnato in modo così battente? Di certo accadrebbe l’irreparabile, poiché subentrerebbe in esso la categoria mobile ed incerta del divenire.

La dottrina, il pensiero oggettivo ed i suoi inganni, sarebbero presto smascherati da colui che andrebbe a conoscere in prima persona ogni aspetto di quella conoscenza che i predicatori del sistema conoscevano solo per una misera via speculativa, tanto che da sopra i tetti di ogni casa si sentirà proclamare:
“Ascoltate e udite le mie parole! Molto è il talento da voi sviluppato nell’analisi e nello studio dei problemi, ma è giunta l’ora di divenire problema a voi stessi: abbandonate le vie della dialettica e della dimostrazione, ma insinuatevi nelle vibrazioni dell’essere ed imparatene il linguaggio, così che la vostra cultura non sia più vano sproloquio della ragione, ma sia generato dal sapere vivo dell’abbondanza del cuore! Abbandonate le verbose divergenze intellettuali, mettete a silenzio il vostro falso e concettuoso dialogare e provate sulla vostra pelle le stigmate che la verità imprime nei cuori, tanto che il suo essere proclamata non sarà più segno di compiacimento personale, ma sarà l’eccesso di sofferenza che lo spirito non saprà contenere!”

Et respondens universus populus dixit sanguis eius super nos et super filios nostros (Mt. 27,25)

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LO SPIRITO SUPPONENTE

Published Agosto 24th, 2008 by mastrofabbro

Odio LO SPIRITO SUPPONENTELa storia dell’uomo non presenta quasi mai elementi di reale novità, ma presenta sempre la continua mutazione dell’ordine degli attributi dello spirito.

Nessuno ha mai negato il valore dell’umiltà, dell’equilibrio, della carità, della sapienza, del coraggio, della risolutezza, ecc., ma come durante la Cristianità questi elementi assumono una precisa connotazione contenutistica ed un assetto a finalità teologica, così con l’avanzare di nuove ideologie vanno affermandosi sistemi di pensiero differenti, che, pur sempre basandosi su una precisa ascetica, propongono un ordinamento spirituale diverso, perché diverso il fine da raggiungere.

Ogni sistema di pensiero, però, porta con sé numerose cellule infette, coloro che non hanno sufficiente grandezza per conformarsi ad un modello, che, se non prontamente sanate e recuperate, generano morbi spiritualmente parassitari ed incontrollabili, i quali presto arrivano a formare una vera e propria colonia di anime di terz’ordine: gli spiriti supponenti.

Sono i rappresentanti dell’ipocrisia della mezza intelligenza, dall’atteggiamento ignobilmente sornione e maldicente, il cui fare è determinato da quel loro essere semi erudito che, non posizionandosi né in alto né in basso nella gerarchia dello spirito, finisce per schiacciarli nella loro insopportabile mediocrità.
E’ di vendetta che essi vanno alla ricerca, è l’ascolto di quella ossessionante voce di invidia e di quel livore rancoroso di odio attivo che li porta alla supponente provocazione, alla supponente polemica, alla supponente ed incontrollabile necessità di ribassare i giganti dello spirito al loro livello di scaltrezza ciarliera ed inconsistente. Come esseri castrati nell’intelligenza o come schiavi evirati nel sentimento, cospirano spavaldi ed orgogliosi, poiché spesso ciechi di fronte alla distanza che suole affermarsi tra la loro arrogante presunzione ed il vivo sapere di chi invidiano.
Enfatizzano razionalità orizzontale perché deficienti nella dimensione verticale e come pagliacci drogati gesticolano in ogni modo affinché discorsi e fatti permangano nel basso profilo in cui amano destreggiarsi.
Si esprimono attraverso domande di cui vogliono già far intravedere l’orgoglioso scetticismo con cui tratteranno una qualunque risposta, arroccandosi su provocazioni personali legate ad esperienze che confluiscono sull’intera complessità dell’umano, così da creare quella voluta incomprensione tra le ragioni del cuore e le ragioni della geometria. Ridicola e pretestuosa usanza, quasi che il loro misero argomentare razionale possa assumersi il diritto di chiedere al sentimento prove dei primi principi, di fronte ad un cuore che non pretende dalla ragione capacità di sentimento per accettare ciò che esso prova.

Incapaci di modellare una danza sulle note rombanti dello spirito, la supponenza si pone in quel caratteristico coraggio del vigliacco, che, pur di non perdere quel miserrimo bottino di lenticchie che nasconde in cuore, non affronta la sua stessa mediocrità, preferendo livellare piuttosto di emulare, optando per la fuga attraverso le vie superbe della cecità volontaria.

Dio ce ne scampi dal divenire quello scarto del seme con cui lo spirito supponente viene generato in connubio con la mediocrità.

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NELLA MACCHINA DEL TEMPO

Published Agosto 24th, 2008 by mastrofabbro

Oggi è domenica e la fucina del Vostro Affezionatissimo si prende il suo giorno di spensierato cazzeggio.
Mi sono recato, quindi, su questo simpatico servizio, segnalato da Downloadblog, trasformando il mio look  in quello di generazioni esteticamente molto lontane.
Qui sotto un paio di risultati ottenuti: mastrofabbro negli annali del 1956 e del 1976.

1956 1976

E’ un giochino divertente. Provateci.

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TEORIA E PRASSI

Published Agosto 23rd, 2008 by mastrofabbro

 TEORIA E PRASSII gregari di ogni fede o filosofia presentano spesso quella forma di inquadramento dottrinario che è proprio delle anime sagomate di femmineo lignaggio, tanto che di una maliziosa femmina portano in grembo le contraddizioni.
Ciarlieri, eccessivamente zelanti, predicatori leziosi e di affettata approssimazione, fissano con rigida scrupolosità le nozioni e le direttive che il capobranco suol conferire loro, travolgendo e soffocando tutto ciò che è in disaccordo con la dottrina professata.

Incapaci di reale concettualizzazione, poiché dell’intelligenza portano solo l’apparato logico, senza alcun apporto del più alto meccanismo assimilativo e creativo, erigono, nel loro nevrastenico intendere, pareti a tenuta stagna, così da sentire la propria causa come vaccinata da qualunque influsso linguistico ed ideale considerato estraneo.

Dal vocabolario improvvisato ed incerto, diffidano di tutto ciò che non porta un marchio di riconoscimento predefinito, una specie di codice o gergo attraverso cui il gregario riconosce il prossimo a lui simile e come appartenente ad un branco affine o nemico.

Movimenti, associazioni, scuole di pensiero, chiese, correnti culturali e qualunque sovrastruttura del pensiero, si rendono nella prassi potenzialmente esecrabili, proprio grazie a questi spiriti bassi ed ottusi, che, per un malato approccio alla dottrina di verità, la rendono inequivocabilmente falsa per mezzo di una squilibrata testimonianza.

A che servirà mai conoscere ogni iota della Bibbia, se a portare tale sapere sarà un individuo incapace di fondere con impeccabile discernimento la propulsione creatrice dell’anima, la ferrea logica della ragione, il caldo fuoco del sentimento e la sensibile passione della carne? A quale colpevole scandalo andremo incontro se per un eccesso di zelo ridurremo la più vera delle dottrine in una cozzaglia di farisaici precetti, di concettuosi ragionamenti, di funamboliche rigidità e di ossessionanti ed inessenziali rigori formali? Se gli antichi predicavano che ciò che un allievo può imparare dal suo maestro non è altro che la sovrabbondanza del suo sapere e del suo essere, quale sovrabbondanza potranno mai comunicare le orribili caricature che vanno testimoniando dottrina con la spensieratezza improvvisata di un indefinito spirito?

Eran forse più all’avanguardia le scuole gesuite, sorte in pieno periodo contro-riformista, le quali usavano selezionare i loro precettori, sì, in base alla loro preparazione, ma primariamente a seguito di una verificata maturazione umana e di una adeguata irreprensibilità, metodo che supponeva il principio di fondo per cui il sapere acquisisce la sua prorompenza in base all’assimilazione ed alla personalizzazione che di esso se ne è fatto. Inutile conoscere se poi non si hanno i mezzi per gestire con intelligenza ed equilibrio il proprio sapere, poiché ogni cosa presuppone una sua propria influenza su se stessi e sugli altri.

La superbia gonfia gli uomini di intelletto, portandoli ad una presunzione che implode in un’ottusità arrogante ed astratta ed un mancato scambio tra la conoscenza e le energie vitali portano a formulazioni fragili, esattamente come i propri progenitori, nonostante la forma convulsa ed esagitata.

Sofferenza, sacrificio, dedizione, privazione, fedeltà, costanza, fortezza, umiltà e silenzio sono gli strumenti che formano le profondità dei cuori e non certo nella misura in cui si è disposti a sopportarli, ma ben oltre il comune senso di accettazione del dolore e dell’abnegazione ci si deve costringere per una reale maturazione.
Se siamo noi a premettere i confini entro cui lo spirito si deve esercitare, certo non si amplierà mai la capacità e la portata dello spirito stesso.

Ogni specie di maestria la si paga a caro prezzo su questa terra; si è uomini della propria specialità al costo di essere anche le vittime di questa, ma tutti vogliono diversamente, vogliono una maniera più conveniente, soprattutto più comoda, non è vero lor signori?
“La vera serietà si ha solo quando un uomo, con la capacità contro la voglia, è costretto da qualcosa di superiore ad assumersi un determinato lavoro, ovvero: con capacità, controvoglia” (Kierkegaard)

… Eppur son consapevole che vuote le mie parole rimangono, poiché non vi è lettore che abbia spirito capace di contenerle per come grandi io le concepisco.

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IN SPIRITO E VERITA’

Published Agosto 20th, 2008 by mastrofabbro

liberaci-dal-male IN SPIRITO E VERITAI giganti dello spirito non sono mai stati una cosa sola con se stessi. Le psicologie basse ed ingarbugliate che in via approssimativa si assestano e si barricano su un unico modus essendi, assomigliano a quell’artista che per dipingere il mondo pensa di potersi servire delle volgari mescole di colore vendute al dispaccio sotto casa.

Ecco, dunque, che gli scienziati si assolutizzano il metodo sperimentale, degenerandolo in scientismo presuntuosamente onniscente; ecco che gli economisti proiettano le categorie di dare/avere su ogni particella del mondo, negando ipso facto la supremazia dell’essere; ecco che gli intellettuali si arrabattano sugli astratti specchi partoriti dai loro postulati teorici, seppellendo la loro anima sotto le macerie di un fedifrago pensiero ; ecco che i religiosi innalzano i loro vuoti osanna, partorendo nella loro spensierata, tronfia ed autoreferenziale religiosità, la più vistosa prova del tradimento della fede che vanno professando.

Spirti piccoli, bassi, incapaci di potenza creatrice, così ignobilmente cannibali da cibarsi degli altrui pensieri, per rivisitarli a proprio piacere e chiuderli all’interno del tabernacolo del proprio Io, abitato da precetti asettici e perentoriamente da seguire, divulgare e far trionfare.

E’ forse in vista di questi fastidiosi e talvolta velenosi insetti spirituali che Pascal ebbe l’intuizione di dire che bisognerebbe essere ad un tempo pirroniani, matematici e cristiani, per avvicinarsi ad una qualunque scienza, fosse anche quella della vita.
Laddove il pirroniano dubita, il matematico afferma e laddove la ragione non giunge la fede si assoggetta.

Uno, cento, mille esseri vivono nel gigante dello spirito, ciascuno desideroso di trovare predominio e tutti tormentati da un caos vibrante, incontenibile, imperioso, che permette loro di legarsi, scambiarsi, penetrarsi ed intersecarsi, fino a che lo spirito, demiurgo ordinatore e fabbro dall’impietoso martello, trova la combinazione irradiante della novella creazione, della sfavillante grandezza, della magnificente potenza e del vivo sapere.
In colui che è predestinato alla grandezza vigila con scettro di ferro l’occhio penetrante rivolto all’essenziale e morte trovano le superflue ramificazioni dell’essere, utili soltanto a rubare linfa vitale e a rallentare la fortificazione.

Non più differenza tra mente e cuore, ma solo spirito e nient’altro che spirito, inespugnabile fortezza in cui la carne, l’intelligenza ed il sentimento si son dovuti alleare e fondere assieme, per forgiare il macete con cui farsi strada nell’impervia selva in cui il gigante precipita.

Non più canzonette per uditi rozzi e grossolani, ma danze maschie e risolute alle note di maestosi flauti; non più attesa di riflessione, non è più tempo oramai: questa è l’ora di accedere al mistero della bellezza e della sua visione.
Portate le cianfrusaglie del vostro cuore al fabbro dei cuori: egli le trasformerà in sciabole, vi trafiggerà e amputerà con mano sicura ogni parte a voi inessenziale, per poi accrescere un caos vorticoso dentro di voi da cui solo i più forti sapranno uscire. Coloro che sopravviveranno, conosceranno cosa significa “in spirito e verità” (Gv 4,23).

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INDIETRO, FINO ALLA COMPRENSIONE DEGLI UOMINI

Published Agosto 19th, 2008 by mastrofabbro

 INDIETRO, FINO ALLA COMPRENSIONE DEGLI UOMINILa vendetta dei ristretti di spirito contro coloro che lo sono meno è quella di giudicarli e pregiudicarli secondo una condotta di una morale precettistica; per loro questo è anche una specie di indennizzo del fatto che la natura con loro abbia operato così male, ed infine anche un’opportunità per attingere un po’ di spirito e farsi affini: la cattiveria spiritualizzata.
Per essi è un beneficio che i grandi di spirito siano contenuti e ribassati da un codice di regolamentazione di fronte al quale ciascuno è livellato al pari di tutti e la loro vendetta li porta a credere a Dio per una necessità logica, e non tanto per fede, perché la divinità permette loro di proclamare l’uguaglianza dei mediocri con i giganti di fronte a quel dio fabbricato dalla loro cattiveria.
Sovvertono il mondo e le sue leggi con un’ossessiva e feroce spiritualità, sintesi di invidia e acuta malizia.

Invece è cosa di pochissimi essere indipendenti: è una prerogativa dei forti.
Costoro si inoltrano in un labirinto, moltiplicano i rischi che la vita già per sua natura reca con sé, dei quali non è il minore il fatto che nessuno abbia sotto gli occhi il modo in cui cominciano a smarrirsi e, isolati da tutti, vengono dilaniati brano a brano da un qualche minotauro partorito dagli abissi della loro coscienza.
Posto che un individuo simile se ne torni sulla terra, tutto ciò accade in un mondo così lontano dall’umano senno che gli uomini non se ne avvedono, né lo condividono: - eppure quello non può più tornare indietro. Egli non può più tornare indietro, fino alla comprensione degli uomini.

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